giovedì 23 aprile 2015

Ebola, 11 ergastoli in Guinea. Sierra Leone, 7 persone fuggono dalla quarantena

Freetown, Sierra Leone
Undici persone sono state condannate all'ergastolo in Guinea per l’uccisione di 8 membri di una delegazione recatasi lo scorso settembre nella città di Womey, colpita insieme al resto del Paese dall'epidemia di Ebola. Altri 15 imputati sono stati assolti. I corpi delle vittime, fra le quali diversi operatori sanitari e giornalisti, sono stati rinvenuti due giorni dopo l’attacco nella fossa settica di una scuola primaria nelle vicinanze.

L’accusa aveva richiesto la pena di morte per 15 degli imputati e l’assoluzione per i restanti 11. “Chiedo sempre il massimo della pena possibile - ha detto l’avvocato dell’accusa Williams Fernandez, che si è detto molto soddisfatto del verdetto finale – perché so che la Guinea non emette sentenze capitali, nonostante non siano escluse dal nostro codice penale”.

Il virus dell’Ebola è emerso in Africa occidentale nel dicembre 2013 e si è diffuso con grande rapidità, accompagnato dalla paranoia degli abitanti dei villaggi poco inclini a fidarsi dei rispettivi governi e della comunità internazionale. Molti guineani si erano convinti che gli operatori sanitari, giunti nelle loro terre per contrastare il virus, fossero in realtà membri di una cospirazione “inventata dai bianchi per uccidere i neri”.

Nel frattempo la polizia di Freetown, capitale del vicino stato della Sierra Leone, sta cercando 7 persone fuggite dalla "slum" di Moa-Wharf (baraccopoli di Freetown). Una larga sezione della baraccopoli è stata messa in quarantena giovedì scorso a seguito della morte di un giovane ragazzo risultato positivo al virus. Le persone fuggite sarebbero suoi parenti, compresa la madre, e la polizia sospetta che si stiano nascondendo nella comunità di pescatori di Goderich, circa 30 km a ovest di Freetown. Nel frattempo altre 6 persone, entrate recentemente in contatto con il ragazzo contagiato, sono state messe sotto osservazione in una clinica.

Nel distretto occidentale del Paese, il più popoloso che include anche Freetown, non erano state riportate infezioni negli ultimi tempi. Il caso di Moa Wharf ha però costretto le autorità a mettere in quarantena molti bambini a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, chiuse dal Luglio 2014.

A detta di un funzionario del Ministero della Salute, le pessime condizioni sanitarie di molte slums rendono ancora oggi molto difficile il contenimento del virus Ebola.

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