mercoledì 29 aprile 2015

Sud Sudan, si aggravano i combattimenti tra le opposte fazioni

Medici Senza Frontiere (MSF) ha denunciato il rapidissimo aggravarsi della situazione nello stato di Upper Nile, uno dei più colpiti dalla guerra civile nel Paese, a causa dei combattimenti tra gruppi diversi all’interno dell’esercito governativo, Splm-Juba faction, fedele a Salva Kiir.

I pesanti scontri armati hanno provocato, secondo MSF, lo spostamento di migliaia di famiglie, già ospitate in campi attrezzati, in zone dove non operano al momento organizzazioni umanitarie. Una situazione che, con l’approssimarsi della stagione delle piogge, metterà ad alto rischio la vita di molte persone.

MSF aggiunge che gli scontri nella capitale, Malakal, hanno determinato la richiesta di protezione alla missione di pace da parte di diverse migliaia di persone. Ora, nel campo per la protezione dei civili, allestito fin dal dicembre del 2013 e difeso dai caschi blu, ci sono più di 26.000 persone. Il sovraffollamento fa aumentare sensibilmente il rischio di epidemie, sia per la scarsità di acqua che per le condizioni igieniche già precarie.

Il timore concreto è che che gli scontri iniziati la scorsa settimana tra i soldati dinka fedeli a Kiir e gli shilluk fedeli a Johnson Olony (ex-capo ribelle, integrato con i suoi armati nell’esercito governativo) possano assumere connotazioni etniche.


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