lunedì 27 aprile 2015

Sudafrica, tensioni con la Nigeria per il ritiro degli ambasciatori

Jacop Zuma, presidente del Sudafrica
Il Sudafrica ha criticato duramente la decisione della Nigeria di richiamare i suoi ambasciatori, definendolo un atto inopportuno e deplorevole.

La decisione del governo nigeriano è arrivata in risposta all'ondata di attacchi xenofobi avvenuti in Sudafrica, nei quali hanno perso la vita almeno 7 cittadini stranieri durante l’ultimo mese. L’esercito è stato dispiegato la scorsa settimana per prevenire nuovi atti di violenza, ma secondo alcuni paesi ci sarebbe stata negligenza da parte del governo sudafricano nel fornire adeguata protezione agli stranieri. La Nigeria in particolare si è fatta portavoce di questa posizione critica, giungendo alla decisione di richiamare i suoi ambasciatori.

Il Dipartimento del Sudafrica per le Relazioni Internazionali e la Cooperazione ha risposto alle accuse rilasciando una dichiarazione nella quale viene sottolineato come tanto il governo quanto i cittadini sudafricani siano stati “fermi e inequivocabili nel condannare gli attacchi contro i cittadini stranieri”. “Grazie al nostro intervento, calma e ordine sono stati ristabiliti”, si legge nel comunicato, nel quale viene sottolineato come il Sudafrica non abbia accusato la Nigeria né per la morte dei suoi cittadini negli attacchi di Boko Haram, e nemmeno per un ritardo di oltre 9 mesi nel rimpatrio dei corpi.

Venerdì scorso il presidente Zuma ha incontrato oltre 50 leader di organizzazioni di cittadini stranieri per discutere dell’adozione di strategie adeguate per prevenire episodi simili in futuro. La prossima settimana le attività del Parlamento sudafricano verranno sospese per permettere ai deputati di diffondere il messaggio contro la xenofobia nelle circoscrizioni di appartenenza.


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