venerdì 15 maggio 2015

Ambasciatore presso l'Unione Africana denuncia il regime dell'Eritrea

Asmara, Eritrea
Eritrea, in un nostro precedente articolo l'avevamo definita una prigione a cielo aperto dove almeno 4.000 persone al mese cercano di fuggire (fonte UNHCR).

La TV di stato etiopica, Ethiopian Broadcasting Corporation (EBC), ha trasmesso ieri un’intervista con l’ambasciatore eritreo presso l’Unione Africana (che ha sede proprio ad Addis Abeba), Mohammed Idris, che ha chiesto asilo politico nel Paese. L’ex ambasciatore ha, tra l’altro, dichiarato che "Un popolo che per lungo tempo ha combattuto per la giustizia e la libertà è ora oppresso dall'ingiustizia. Questo mi ha forzato a prendere una simile decisione".

Mohammed Idris era membro del partito unico al governo ad Asmara, il People’s Front for Democracy and Justice (PFDJ) ed è stato combattente nella guerra di liberazione. L’ormai ex ambasciatore è l’ultimo dei numerosi diplomatici e alti funzionari del regime eritreo che si sono dissociati, chiedendo rifugio politico all'estero.

I gruppi della frammentata opposizione eritrea, una decina dei quali hanno sede in Etiopia, hanno fatto sapere che prendere le distanze dal regime non basta. Si augurano che Mohammed Idris, personaggio di peso nel partito, sveli e denunci il ruolo di Asmara nella destabilizzazione dell’intero Corno d’Africa e le responsabilità nella violazione dei diritti umani della popolazione eritrea.

In Etiopia risiedono circa 90.000 profughi eritrei, accolti in diversi campi lungo il confine tra i due paesi. L’UNHCR calcola che siano circa 4.000 al mese le persone che scappano dall'Eritrea, dirigendosi soprattutto in Etiopia e Sudan, con meta finale l'Europa.
(Fonte Sudan Tribune)

Eritrea, in fuga dall'orrore
- leggi -



Nessun commento:

Posta un commento