mercoledì 20 maggio 2015

Dramma Sud Sudan. Bambini stuprati, rapiti e uccisi

Arruolati in una guerra che non possono capire, i bambini del Sud Sudan pagano il prezzo più alto in una regione dell'Africa che non trova pace. A lanciare l'allarme è l'Unicef, che riporta testimonianze oculari.

Nell'ultimo attacco dell'Esercito di liberazione sono rimaste vittime almeno 10 bambini. Altri sono stati rapiti e violentati o costretti ad armarsi. Sarebbero oltre 13.000 i bambini coinvolti nel conflitto secondo dati confermati dalle Nazioni Unite.

Minori fra vittime e carnefici. Persone in fuga dai villaggi date alle fiamme riferiscono di minori sia fra le vittime, che fra gli esecutori delle orribili violenze commesse di recente nello Stato di Unity. Ragazzi e adulti in armi, sia in divisa che in abiti civili, si sono resi responsabili di massacri e devastazioni. Secondo i testimoni, ad aggredire sono state milizie collegate all'Esercito di Liberazione Popolare del Sudan (SPLM).

I sopravvissuti hanno riferito agli operatori dell'UNICEF che interi villaggi sono stati bruciati, mentre ragazze e donne erano trascinate fuori dalle abitazioni per essere violentate e uccise. Fra le vittime si contano 19 ragazzi, i più piccoli avevano 10 anni, e 7 ragazze, fra cui una bambina di 7 anni.

Altri minori sono stati mutilati, altri ancora reclutati a forza per combattere o per prendersi cura del bestiame rubato.

Sfollati cercano protezione nelle vicinanze di una base dei caschi blu
della missione ONU in Sud Sudan (UNMISS)
Le ragioni di una follia omicida. Il Rappresentante UNICEF nel Sud Sudan Jonathan Veitch ha affermato che le testimonianze raccolte stanno delineando un quadro agghiacciante del calvario che i bambini si trovano ad affrontare. "Alcuni assalitori, interrogati sulle ragioni di questa folle violenza, hanno spiegato che l'uccisione dei bambini degli avversari va fatta ora, per evitare che crescano e tornino a vendicarsi".

Il conflitto, che dura ormai da 20 mesi, si è andato intensificando in queste ultime settimane perché le parti in lotta cercano di migliorare quanto più possibile le rispettive posizioni in vista della stagione delle piogge, che renderà impraticabile il territorio per molte settimane.

"È vergognoso che i bambini siano deliberatamente presi di mira in questi attacchi. Se vogliamo proteggere i bambini da ulteriori violenze, è urgente una cessazione immediata delle ostilità e il pieno accesso all'area per gli operatori umanitari. Bisogna inoltre avviare un'indagine urgente e approfondita per identificare i responsabili delle più recenti atrocità commesse contro i minori".

Il governo del Sud Sudan e le forze ribelli, afferma l'UNICEF, devono usare tutta la propria influenza per tutelare i bambini, interrompere immediatamente le gravi violazioni contro di essi, come le violenze sessuali, e rilasciare tutti i minori arruolati nell'esercito regolare o nei gruppi armati ad esso associati.

La maggior parte dei superstiti dei recenti attacchi sono donne e bambini, anche molto piccoli. Le regioni più colpite dalle recenti ondate di violenze sono quelle dell'Alto Nilo e di Unity.
(Fonte Comunicato Unicef)


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