lunedì 22 giugno 2015

Africa. News settimanali in pillole


Sudafrica. L'opposizione chiede inchiesta per il mancato arresto di Bashir.
Il principale partito d'Opposizione sudafricano ha chiesto ieri l'apertura di un'indagine completa sul fallimento del governo nel arresto del presidente sudanese Omar al-Bashir, che deve rispondere delle accuse di genocidio presso la Corte penale internazionale (Cpi), e che domenica 14 giugno si trovava in Sudafrica per partecipare al summit dell'Unione Africana (Ua), ma è riuscito comunque a lasciare il paese e a tornare a Khartoum. Bashir, che ha controllato il Sudan da oltre 25 anni, è stato incriminato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. E 'stato a Johannesburg per un vertice dell'Unione africana. (Reuters)

Immigrazione. L'Europa lancia l'operazione navale contro gli scafisti.
I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno formalmente approvato il lancio della prima fase di un’operazione militare contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. I funzionari hanno detto che le prime navi e i primi aerei per condurre missioni di raccolta di informazioni dovrebbero essere disponibili entro una settimana.

L’Alto rappresentante per gli affari Esteri dell’Ue, Federica Mogherini, ha detto che le 28 nazioni hanno risposto rapidamente alla crisi sulle coste meridionali. "Sono impressionata dall’unione e dalla velocità con la quale abbiamo messo insieme tutto questo", ha detto la Mogherini al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri. (ArabPress)

Mali. Firmato ufficialmente l'accordo di pace per il nord del paese.
La Coalizione dei Movimenti di Azawad (Cma) sabato ha definitivamente firmato l'accordo di pace per il nord del Mali. Un testo che era giàstato firmato ed approvato dalle altri parti in causa il 15 maggio scorso, in assenza, però, proprio dei gruppi armati ribelli rappresentati dalla Cma.

La stampa maliana ha celebrato la firma parlando di “riunificazione,il tempo della verità e delle responsabilità”. Ci sono molti punti su cui si dovrà ancora trattare: questioni come il disarmo delle milizie, la composizione del nuovo esercito nazionale e la ricostruzione. Sarà un comitato apposito ad occuparsene, che si è già riiunito in un incontro a Bamako. A comporlo, sono i firmatari dell’accordo (governo ed ex ribelli), ma anche paesi protagonisti della mediazione come l’Algeria e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, tra cui la Francia, impegnata nell’area nell’operazione militare Barkhane. (Rfi / Misna)

Burundi. ONU invia mediatore per la pace, il senegalese Bathily.
Le Nazioni Unite domenica hanno nominato un diplomatico senegalese per facilitare le trattative tra le fazioni rivali nella crisi politica del Burundi che va ormai avanti da quasi due mesi. Abdoulaye Bathily, già Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per l'Africa centrale, è arrivato ieri nella capitale burundese Bujumbura per aiutare a mediare nei colloqui tra il governo del presidente Nkurunziza e l'opposizione. Bathily andrà a sostituire Said Djinnit, che ha lasciato l'incarico perché accusato dall'opposizione burundese di non essere imparziale nelle trattative con il governo.

Etiopia. Obama visiterà il paese nel suo tour africano.
Barack Obama sarà il primo presidente in carica degli Stati Uniti a visitare l'Etiopia, lo ha annunciato la Casa Bianca venerdì. Obama si recherà nella capitale Addis Abeba a fine luglio per incontrare il governo etiope e i leader dell'Unione Africana. Il presidente visiterà anche il Kenya per un viaggio già annunciato da tempo, nella patria di cui era originario suo padre. (Bbc)

Somalia. Al Shabaab attacca una base dell'intelligence a Mogadiscio.
Tentato assalto al quartier generale dell'intelligence ieri a Mogadiscio, in Somalia. Un'autobomba è esplosa nei pressi dell'edificio e in una successiva sparatoria sono rimasti uccisi quattro guerriglieri del gruppo estremista islamico somalo Al Shabaab legato ad al-Qaeda, che hanno provato a introdursi nel complesso governativo indossando uniformi militari. Lo ha rivelato il portavoce del ministero dell'Interno, Mohamed Yusuf, mostrando ai media i cadaveri dei combattenti e negando che ci siano state vittime tra le forze armate. Nel rivendicare l'attacco, Al Shabaab aveva invece sostenuto che negli scontri erano morti 10 soldati.

Libia. La Tunisia chiude il consolato a Tripoli dopo la liberazione dei funzionari rapiti.
Il governo della Tunisia ha deciso di chiudere le sue operazioni consolari nel capitale della Libia, Tripoli, dopo che uomini armati hanno preso d’assalto il suo consolato una settimana fa e hanno rapito 10 agenti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Taieb Baccouche ai giornalisti. I funzionari sarebbero stati rapiti da un gruppo vicino a Fajr Libya (Alba libica), la coalizione islamista che controlla Tripoli.

Burundi. 70 vittime dall'inizio degli scontri in aprile.
Il governo apre all'Unione Africana. Almeno 70 persone sono morte, circa 500 sono rimaste ferite e più di mille sono finite in carcere, da fine aprile in Burundi. Secondo la principale ong locale per i diritti dell’uomo, è questo il bilancio degli scontri tra il governo e gli oppositori che da due mesi protestano contro la candidatura a un terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza. La violenza degli scontri e la dura repressione della polizia avevano portato a rimandare di un mese le elezioni presidenziali, che dovrebbero tenersi a metà luglio e alla rinuncia del mediatore dell’Onu che non è riuscito a conciliare le posizioni di governo e oppositori. (Internazionale)

Malawi. Il presidente Mutharika chiede aiuti internazionali per le alluvioni.
Il Malawi ha bisogno di quasi mezzo miliardo di dollari per riparare i danni provocati dalle inondazioni devastanti che hanno ucciso 176 persone all'inizio di quest'anno.

Coltivazioni sono state devastate e le infrastrutture distrutte dalle piogge pesanti di gennaio e almeno un milione di persone è stato colpito dalla calamità naturale. "Vorrei chiedere un sostegno internazionale per questo programma di ricostruzione perché 494 milioni di dollari sono una somma enorme" ha detto il capo di Stato.

Le piogge intense cadute a gennaio e febbraio hanno causato la perdita di 200.000 capi di bestiame, distrutto 520.000 abitazioni e reso inagibili 1.000 chilometri di strade. I morti sono stati più di 170. Nella fase più acuta dell’emergenza gli sfollati erano circa 300.000.

Disastri come questi potrebbero presto ripetersi in Africa. Nel mese di febbraio, l'Organizzazione meteorologica mondiale ha avvertito che l'Africa potrebbe sperimentare ondate di calore e inondazioni mortali in futuro a causa dei cambiamenti climatici. (News 24)

Campo profughi Sud Sudan
Sud Sudan. Violenze e uccisioni di bambini nello Unity State.
Sono almeno 129 i bambini uccisi a maggio durante un'offensiva di tre settimane lanciata dal governo di Juba nello stato di Unity in Sud Sudan. Lo rende noto l'Unicef che denuncia l'orrore di bambini castrati e bambine stuprate prima di essere uccise.

Parlando a New York, il direttore esecutivo dell'Unicef Anthony Lake ha detto che i sopravvissuti hanno raccontato di bambini castrati e lasciati morire dissanguati, così come di bambine che hanno subito stupri di gruppo prima di venire uccise.

L'Unicef è tornato a denunciare anche l’arruolamento di minorenni. “Si calcola che siano 13.000 i minori costretti a partecipare a un conflitto del quale non hanno alcuna responsabilità"

È dal dicembre del 2013 che in Sud Sudan si sta consumando una guerra civile, ovvero da quando il presidente Salva Kiir ha accusato il suo ex vice Riek Machar di aver tentato un colpo di stato. (Adnkronos)

Kenya. Riaperti 13 Money Transfer chiusi in aprile.
Il presidente kenyano, Uhuru Kenyatta, ha annunciato che verranno riconsegnate le licenze a 13 agenzie di trasferimenti di denaro che erano state chiuse in aprile dopo l'attacco terroristico di Al Shabaab all'Università di Garissa in cui morirono 148 studenti. La loro riapertura avverrà una volta che la banca centrale kenyana avrà presentato delle nuove linee guida per le loro attività.

Le 13 agenzie erano comparse in una lista di 85 soggetti con collegamenti al gruppo estremista islamico somalo Al Shabaab. Il governo di Nairobi aveva deciso di chiuderle per impedire ai militanti islamici di ottenere i finanziamenti per i loro attacchi.

Le Nazioni Unite stimano che i somali all'estero inviino a casa circa 1,6 miliardi di dollari all'anno, un numero significativamente maggiore di quello degli aiuti provenienti dalle organizzazioni umanitarie. Più del 40% dei somali ricevono rimesse, la maggior parte dei quali sono utilizzati per i bisogni di base, compresi cibo, vestiti, medicine e istruzione.

Repubblica Centrafricana. Stabilito il calendario elettorale.
Il referendum costituzionale il 4 ottobre. Il primo turno delle elezioni legislative e presidenziali il 18 dello stesso mese, e un eventuale secondo turno il 22 novembre. Questa è la prima volta, da quando nel 2013 è iniziata la crisi e il conflitto civile nel paese, che le date delle elezioni vengono stabilite ufficialmente, dato che sono già state rinviate più volte. L'ultimo rinvio è stato annunciato durante il Forum nazionale di riconciliazione, le elezioni si sarebbero dovute tenere tra giugno e luglio.

A guidare il paese e l'organizzazione delle elezioni c'è un governo di transizione guidato dalla presidente ad interim Catherine Samba Panza.

Niger. 30 morti in un attacco di Boko Haram a Diffa.
I jihadisti di Boko Haram hanno attaccato due villaggi nella regione di Diffa, nel sud del Niger, uccidendo almeno trenta civili. Si tratta del secondo attacco fuori dai confini nigeriani negli ultimi giorni da parte del gruppo jihadista.

Secondo testimoni locali, i terroristi sono entrati nel villaggio di Gueskerou e hanno aperto il fuoco contro i residenti. In seguito hanno dato fuoco alle case dove si nascondevano i sopravvissuti. Il bilancio delle vittime è destinato a salire, perché diversi sopravvissuti hanno ustioni gravi.

Il 15 giugno due attentati suicidi di Boko Haram nella capitale del Ciad, N’Djamena, hanno causato la morte di 33 persone, tra civili e militari. E per questo il governo ciadiano ha preso una serie di misure di sicurezza oltre ad aver intrapreso delle indagini per catturare i responsabili. Intanto l’esercito del Ciad ha condotto raid aerei contro postazioni di Boko Haram, distruggendo sei basi dei miliziani jihadisti. (Internazionale.it)

Sierra Leone. Il lungo periodo di chiusura delle scuole per ebola ha aggravato lo sfruttamento e le violenze sui minori.
L’epidemia di ebola in Sierra Leone, e la conseguente chiusura delle scuole per evitare l’ulteriore propagarsi della malattia, hanno aggravato il fenomeno dello sfruttamento dei minori e delle violenze contro gli adolescenti.

Varie organizzazioni internazionali hanno raccolto le testimonianze di oltre 1.000 bambini nella fascia di età tra 7 e 18 anni di diversi distretti del paese, dove sono morte di ebola più di 3.500 persone.

Secondo il rapporto "Valutazione per il recupero dei minori di fronte all’ebola", divulgato da Freetown, la chiusura di scuole e centri educativi ha causato l’aumento dei casi di lavoro minorile, delle gravidanze tra le adolescenti e una maggiore esposizione al rischio di violenze nelle famiglie o nelle comunità. Particolarmente vulnerabili sono le bambine rimaste orfane a causa del virus, costrette a prostituirsi per poter sopravvivere. Le piccole vittime subiscono abusi sessuali anche quando vanno a prendere l’acqua o semplicemente si trovano a camminare per le strade.

Le scuole in Sierra sono state parzialmente riaperte in aprile, ma non i tutti i distretti. (Fides)

Europa. Pagamenti al governo eritreo per non far partire i profughi.
Presunti pagamenti all'Eritrea per non far partire i migranti. Secondo alcune fonti delle Nazioni Unite, sarebbero in corso trattative segrete tra Paesi europei ed Eritrea per impedire ai migranti di partire.

Secondo alcuni funzionari delle Nazioni Unite e di diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani, potrebbero essere in corso trattative segrete tra l'Eritrea e alcuni Paesi dell'Unione Europea, per aumentare i controlli alle frontiere eritree al fine di diminuire il numero di migranti diretti in Europa. Il tutto in cambio di pagamenti in denaro o dell'allentamento delle sanzioni attualmente imposte all'Eritrea (per violazione dei diritti umani) - articolo completo -

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