martedì 9 giugno 2015

Eritrea. Rapporto dell'ONU conferma i crimini di regime.

Sbarco di profughi Eritrei in Sicilia
Denunciammo già la situazione dell'Eritrea (Eritrea in fuga dall'orrore), che abbiamo definito una "prigione a cielo aperto". Sempre più spesso diplomatici eritrei in missione all'estero chiedono asilo politico proprio per l'insostenibile situazione interna del Paese - leggi -

Ora anche le Nazioni Unite denunciano, con un documento ufficiale, la violazione dei diritti umani in Eritrea. Cinquecento pagine dell'Alto Commissariato ONU dei Diritti Umani, non ci sono solo le ingiustizie del servizio militare obbligatorio a tempo indeterminato e la negazione di qualsiasi forma di espressione, già denunciati da numerose ONG e attivisti da anni.

"Il governo eritreo ha creato un clima di terrore in cui il dissenso è sistematicamente represso, la popolazione è costretta al lavoro forzato e a carcerazioni arbitrarie".

Il governo dell’Eritrea è responsabile di "diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani che hanno creato un clima di paura volto a reprimere la dissidenza. Una vasta proporzione della popolazione è soggetta a detenzione e lavori forzati, mentre centinaia di migliaia di rifugiati sono stati costretti ad abbandonare il paese". Alcune di queste violazioni, secondo il rapporto, costituiscono veri e propri "crimini contro l’umanità".

Quello che il rapporto descrive è "uno Stato totalitario" che controlla i propri cittadini attraverso un vasto apparato di sicurezza che penetra tutti i livelli della società. "Si tratta di un sistema di controllo pervasivo utilizzato con assoluta arbitrarietà per mantenere la popolazione in un permanente stato di ansia. Non è la legge a governare gli eritrei, ma la paura".

Secondo l’UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sarebbero oltre 357 mila gli eritrei fuggiti dal paese e bisognosi di aiuti. Il rapporto Onu raccomanda "una continua protezione internazionale". Per i rifugiati si sottolinea la necessità di non respingere i richiedenti asilo perché una volta tornati nel paese potrebbero essere in pericolo.

"Queste persone rischiano la cattura, la tortura e la morte per mano di trafficanti di esseri umani senza pietà". La commissione d’inchiesta, guidata dall’australiano Mike Smith, era stata istituita dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu nel giugno dello scorso anno. Sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, sono finiti crimini come le esecuzioni extra-giudiziarie, le sparizioni, gli arresti arbitrari, le pratiche di tortura, le violazioni alla libertà di espressione e di opinione, di associazione, di religione e di movimento.

Il dialogo dell'UE con il Afewerki. La comunità internazionale dovrebbe prendere atto e intervenire sulla situazione che costringe ogni giorno migliaia di persone a scappare dal paese, rischiando la vita attraverso il viaggio infernale dal deserto al Mediterraneo. Tuttavia, proprio nei mesi scorsi la Commissione Europea ha avviato trattative con il dittatore Isaias Afewerki per un piano di aiuti da oltre 300 milioni di euro per il periodo 2014-20. Anche l'Italia vorrebbe riavviare i rapporti di Cooperazione, con un primo stanziamento di circa 2,5 milioni di euro.

Nessun aiuto servirà. Il governo italiano è anche promotore del cosiddetto "Processo di Khartoum", un piano di cooperazione tra paesi dell'Unione Europea e del Corno d'Africa per prevenire la tratta di esseri umani. Difetto dell'operazione è l'inclusione del governo eritreo come interlocutore, quando l'oppressione del regime è proprio il motivo della fuga.

Nessuna forma di aiuto economico o di cooperazione servirà a migliorare la situazione fino a quando non sarà avviato un serio percorso di democrazia e rispetto delle libertà fondamentali, questo chiedono i tanti, troppi rifugiati eritrei che da anni arrivano, se sono fortunati, sulle nostre coste.

L'Europa, l'Italia e il mondo intero, non hanno mai imparato nulla dalla storia. Si continua a fare affari, a regalare soldi per "trattare" cooperazione e perfino i diritti con i dittatori dell'Africa. Come fa l'Italia e l'Europa a fare "trattative" di qualsiasi tipo con chi, da decenni, sta "opprimendo" il proprio popolo ?? Isaias Afewerki dell'Eritrea NON l'unico dittatore in Africa.
(Fonte "la Repubblica")

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