giovedì 4 giugno 2015

Sud Sudan. Espulso rappresentante ONU, aveva denunciato le atrocità dell'esercito

Sud Sudan, campo profughi nei pressi di Juba
Toby Lanzer, rappresentante del segretario generale dell'ONU, coordinatore per gli interventi umanitari in Sud Sudan, è stato espulso dal paese, dopo un anno e mezzo di lavoro incessante per la raccolta dei fondi necessari ad affrontare l’emergenza in un contesto straordinariamente difficile sia dal punto di vista logistico che politico.

Lanzer era al termine del suo mandato e già si sapeva che entro la fine di giugno sarebbe diventato coordinatore degli affari umanitari per tutto il Sahel. Era già stato nominato anche il suo successore, il ganiano Eugene Owusu. Proprio per questo la sua espulsione mette ancor più in evidenza il livello straordinario di tensione che c'è tra il governo di Juba e la comunità internazionale, in un momento in cui OCHA, l’organizzazione dell’Onu per gli interventi umanitari, stima a 4 milioni e mezzo i sud sudanesi che necessitano di interventi urgenti di soccorso e molte contee negli stati settentrionali colpiti dal conflitto si trovano sull'orlo della carestia.

Numerosi erano ormai i comunicati ufficiali della delegazione ONU nel paese non graditi al governo sud sudanese. Nelle ultime settimane il governo del Sud Sudan era stato accusato di aver rilanciato il conflitto, violando il cessate il fuoco. Erano inoltre state denunciate pesanti violazioni dei diritti umani, quali distruzioni di villaggi, attacchi a civili, stupri e rapimenti per l’arruolamento di minori.

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU e altre istituzioni internazionali hanno più volte minacciato sanzioni, irritando grandemente la leadership di Juba. Ma il motivo particolare addotto per l’espulsione di Lanzer è la dichiarazione rilasciata nei giorni scorsi sul prevedibile collasso economico del paese.

E la risposta delle autorità sud sudanesi non si è fatta attendere, ed è in linea con l’atteggiamento sprezzante sempre tenuto fin dall'inizio del conflitto. Il segretario generale dell’Onu ha chiesto che il provvedimento venga revocato, ma finora non c’è stato nessun segnale positivo.

A causa dell’insicurezza e delle violenze nel paese, più di un milione di persone, sono state costrette ad abbandonare le proprie case, molte vivono nei campi allestiti per accogliere gli sfollati all'interno del paese, circa 650.000 si sono rifugiate in Etiopia. La metà dell'intera popolazione di un paese che conta poco meno di 12 milioni di abitanti, sta subendo le conseguenze del conflitto.
(Fonte Sudan Tribune)


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