giovedì 18 giugno 2015

UNHCR, pubblicato il Rapporto Annuale sui Profughi

Rifugiati nigeriani in Camerun
I Profughi rappresentano oramai uno Stato fantasma disperso in diverse parti del mondo. Uno Stato composto da 60 milioni di uomini, donne e bambini, alla ricerca disperata di "rifugio" e di un futuro. Dalla Seconda guerra mondiale ad oggi mai tanto numerosi come oggi a scappare da conflitti e persecuzioni, e mai tanto sperduti nell'impossibilità di poter "tornare a casa".

È il 24° stato più popoloso del mondo ma non esiste, è il paese fantasma del popolo dei rifugiati, la patria senza confini degli sfollati e dei richiedenti asilo, degli apolidi per causa di forza maggiore e dei sopravvissuti in fuga. Sono 60 milioni di persone, 8,3 milioni più di un anno fa, 23 milioni più di dieci anni fa.

Non sono mai stati così tanti, e non sono mai state così poche le persone che riescono finalmente a tornare in ciò che rimane della loro casa. È la sconcertante realtà raccontata dai numeri, dalle voci e dalle storie del rapporto annuale che l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR).

Il mondo è malato come non è accaduto mai. Ogni giorno, nel 2014, un’esercito di 42.500 civili è stato divorato dalla terra di nessuno di chi ha perso tutto e può solo fuggire, lasciandosi alle spalle "persecuzioni e conflitti, violenza e violazioni dei diritti umani". Un numero abominevole che è un atto di accusa al mondo intero, perché questa cifra sconvolgente negli ultimi quattro anni è esattamente quadruplicata.

Metà sono bambini. Ogni 122 abitanti della Terra, uno è diventato un profugo, e in maggioranza si tratta di bambini (51%). Ma il dito puntato dalla storia è verso gli altri 121, quelli che non lo hanno saputo o potuto impedire tutto questo. "È terrificante che da un lato coloro che fanno scoppiare i conflitti risultano sempre i più impuniti, e dall'altro sembra esserci una totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per costruire e mantenere la pace".

Il rapporto dell'UNHCR "Global Trends" mostra che nel solo 2014 ci sono stati 13,9 milioni di nuovi migranti forzati, quattro volte il numero del 2010. A livello mondiale si sono contati:
  • 19,5 milioni di rifugiati (rispetto ai 16,7 milioni del 2013),
  • 38,2 milioni di sfollati all'interno del proprio paese (rispetto ai 33,3 milioni del 2013),
  • 1,8 milioni di persone in attesa dell'esito delle domande di asilo (contro i 1,2 milioni del 2013).
Il dato più allarmante è che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini.

Il riaccendersi di 15 nuovi conflitti. Dev'essere per questo che nel 2014 i rifugiati riusciti a tornare a casa sono stati solamente 126.800, il numero più scarno degli ultimi trent'anni.

Intanto, "negli ultimi cinque anni sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti":
  • Otto in Africa (Costa d'Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Sud Sudan e quest'anno Burundi)
  • Tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen).
  • Uno in Europa (Ucraina)
  • Tre in Asia (Kirghizistan, Myanmar e Pakistan).

Ogni nuova crisi dissemina morti e distruzioni, ma diventa anche una sorgente di esodi forzati che si diffondono nel resto del pianeta. Siriani e iracheni in fuga trovano una strada impervia di ostilità già affollata da milioni di somali e afgani. L'onda tracima nei conflitti mai risolti, affollando periferie e margini di un mondo che non vuole migranti ma non sa aiutarli e non può respingerli.

Migranti del Corno d'Africa bloccati al confine francese
Un problema che ha creato l'Europa. Ma se l'Europa fatica ad affrontare un problema che ha largamente contribuito a creare, come possono riuscirci i Paesi in via di sviluppo che ospitano l'86% dei rifugiati? Se al nostro mondo occidentale resta il 14% del problema, il 25% dei rifugiati si trova addirittura nell'elenco dei paesi meno sviluppati del pianeta.

Quasi 9 rifugiati su 10 (86 per cento) si trovavano in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati.

Paesi di provenienza. A livello globale la Siria è il paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3.880.000 alla fine del 2014). L’Afghanistan (2.590.000) e la Somalia (1,1 milioni) si classificano al secondo e al terzo posto.

La classifica dei paesi ospitanti. Nella classifica dei paesi ospitanti, al primo posto è salita la Turchia (1,59 milioni di persone) seguita dal Pakistan (1,51 milioni) e dal Libano (1,15), dall'Iran, dall'Etiopia e dalla Giordania.

E se guardiamo al rapporto tra rifugiati e cittadini, il primato della mano tesa va al Libano: 232 rifugiati ogni mille abitanti, quasi uno su quattro. In Europa, però, "i migranti forzati hanno raggiunto quota 6,7 milioni contro i 4,4 del 2013", il 51% in più. Su 1,7 milioni di richiedenti asilo nel mondo nel 2014, 173mila lo hanno fatto in Germania.

Rapporto Profughi e Migranti UNHCR 2014


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