mercoledì 15 luglio 2015

Repubblica Centrafricana, le multinazionali che devastano la foresta finanziano il conflitto

Le aziende di legname europee e cinesi che stanno distruggendo la foresta pluviale africana e che lavorano nella Repubblica Centrafricana hanno finanziato entrambe le fazioni attive nel conflitto scoppiato nel Paese nel marzo del 2013.

La denuncia arriva da Global Witness, l’organizzazione britannica che si batte contro la corruzione e la devastazione dell'ambiente.

Il rapporto "Blood Timber" (Legno insanguinato) stima che l'industria forestale ha pagato quasi 3,4 milioni di euro nel 2013 ai ribelli della coalizione Séléka, composta in maggior parte dai musulmani del nord, che nel corso di quell'anno presero il controllo della capitale Bangui. Inoltre nel 2013 ha versato allo Stato 3,7 milioni di euro in tasse e nel 2014 ha pagato circa 127.800 euro alle milizie cristiane Anti-Balaka.

Nel conflitto scoppiato in seguito al colpo di stato dei ribelli Séléka contro l’allora presidente François Bozizé sono morte almeno cinquemila persone e quasi un milione ha cercato rifugio fuori del paese. Dall'inizio del 2014 è al potere un governo di transizione e le elezioni dovrebbero svolgersi a ottobre.



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