lunedì 20 luglio 2015

Repubblica Democratica del Congo tra "cannibalismo" e "Islam integralista"

Scatena più clamore un articolo che racconta di un episodio di cannibalismo commesso 10 mesi fa, piuttosto che il grido di dolore di 48 donne che ogni ora vengono stuprate nella Repubblica Democratica del Congo.

Articolo apparso su "La Stampa" il 20 luglio
Ho letto la lettera aperta di African Voice indirizzata al quotidiano la La Stampa che viene rimproverato di aver pubblicato un articolo dal titolo piuttosto forte "Nel cuore del Congo dove i cannibali fermano gli islamisti".

"Quotidiano La Stampa. Razzista sulla Repubblica Democratica del Congo". Secondo African Voice l'articolo è "razzista" per quella parola "cannibalismo" contenuta nel titolo, e questo indurrebbe a pensare che i militari della Repubblica Democratica del Congo che, in collaborazione con la missione ONU (MONUSCO), stanno combattendo contro le bande armate dei miliziani di ispirazione islamica ADF Alleance Democratic Forces, collegato al gruppo terroristico somalo Al Shabaab, siano "razzisti" (ovvero cannibali).

Nella remotissima parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), da anni è teatro di una guerra irregolare affollata di eserciti e milizie più o meno legate a Paesi vicini (Rwanda, Uganda, ecc..), conflitti etnici (non solo Hutu e Tutsi) e battaglie per il controllo delle risorse naturali. Questo è il contesto in cui si svolgono i fatti.

La Stampa, inteso come quotidiano, pubblica un articolo a firma "Paolo Mastrolilli" riferendosi ad un episodio accaduto 10 mesi fa. Il titolo è ad effetto, certo, ma non ho motivo di dubitare che sia realmente accaduto, anche perché a riferirlo sarebbe un funzionario ONU che fu testimone dell'accaduto e la Stampa è un quotidiano che considero "serio".

Credo esagerata la reazione della redazione di African Voice, anche se, tutto sommato giustificata.

Episodi di "cannibalismo" si sono verificati anche nella guerra della Repubblica Centrafricana, ma non per questo i giornali italiani che ne parlarono vennero considerati "razzisti". Ricordo che, nelle culture animiste tradizionali, mangiare il cuore del nemico significa prendersi il suo coraggio e la sua forza.

Nella Repubblica Democratica del Congo è al potere un regime militare corrotto e piuttosto repressivo, e che il suo presidente Joseph Kabila sta già tramando per farsi eleggere per il terzo mandato consecutivo, e l'Italia in nome del business fa affari, molti affari, nella Repubblica Democratica del Congo. Un paese che vorrebbe riabilitarsi agli occhi dell'occidente proprio facendo azioni di contrasto alle bande islamiste che stanno imperversando nelle regioni nord-orientali.

Proprio due giorni fa scrissi degli stupri che vengono compiuti proprio in quelle regioni tormentate. - leggi -

Io credo che i giornali italiani farebbero meglio a parlare di più delle 48 donne che vengono stuprate ogni ora, tutte le ore di tutti i giorni, nella Repubblica Democratica del Congo, piuttosto che accapigliarsi per un singolo episodio di cannibalismo, vero o presunto, accaduto dieci mesi fa.



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