venerdì 21 agosto 2015

Sud Sudan, nel paese più giovane del mondo si muore di fame

In Sud Sudan la siccità ha portato un raccolto scarso e la guerra civile impedisce di coltivare i campi e distribuire gli aiuti alimentari. Proprio come è successo nel 1988, il paese è sull'orlo di una terribile carestia.

Le Nazioni Unite calcolano che 4,6 milioni di sudsudanesi, più di un terzo della popolazione totale, si trovano in condizioni di grave insicurezza alimentare e prevedono che la situazione peggiorerà nei mesi a venire, perché il prossimo raccolto non arriverà fino a ottobre o novembre. Fino ad allora non ci sarà nulla da mangiare.

Guarda il video-reportage del giornalista del New York Times Nicholas Kristof

Sud Sudan, guerre dimenticate e interessi occulti

Fumata nera sull'accordo di pace nel Sud Sudan. Il presidente Salva Kiir, riunito ad Addis Abeba con il capo dei ribelli Riek Machar, non ha firmato l’intesa a fronte della scadenza per lo scattare delle sanzioni internazionali fissata. Sulla carta da oggi i due leader sono sotto sanzioni. Le parti si rincontreranno a breve per un nuovo round di colloqui. Lo ha reso noto il mediatore della crisi Seyoum Mesfin, del gruppo regionle IGAD, l’autorità intergovernativa per losviluppo dei paesi del’Africa orientale che raggruppa sette membri, Uganda, Eritrea, Gibuti Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan.

Da quando è scoppiata la guerra civile in Sud Sudan, nel dicembre del 2013, la mediazione etiope non ha fatto un passo avanti, ha solo collezionato insuccessi, rotture e rinvii, come quello di questi giorni. Salva Kiir e Riek Machar si rivedranno probabilmente per aggiungere un altro fallimento a tutti gli altri.

Il problema è, certamente, che la mediazione è difficile: cosa concedere a due personaggi che avevano già il massimo, uno presidente e l’altro vice-presidente. Entrambi considereranno una sconfitta qualunque concessione che non dia loro di più di ciò che avevano. E un "di più" in questo caso non c’è. Il fatto è che i due non hanno contenuti, cioè linee diverse, concezioni differenti sullo sviluppo del proprio paese. La guerra in Sud Sudan è semplicemente una questione di potere. E Salva Kiir e Machar considerano che il potere o è assoluto o non è.

Ma l’altro problema di questa guerra dimenticata è che nella regione e non solo, le diverse potenze hanno tutte grossi interessi da difendere o da proteggere. Il Sud Sudan è una bolla di petrolio e di acqua incastrata in mezzo all'Africa. Petrolio e acqua interessano tutti ma bisogna trasportarle altrimenti sono ricchezze inutili.

Dunque bisogna trovare terminali, oleodotti, canali, acquedotti, dighe. Insomma immense opere che le grandi potenze (asiatiche, europee, arabe) vorrebbero offrire e che i paesi della regione vorrebbero ospitare. Così la mediazione etiope e quella dell'IGAD rischia di essere inquinata da questi interessi.

Questa guerra ha provocato solo sofferenze, profughi, morti, violenze, stupri e danni materiali enormi



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