martedì 22 settembre 2015

Afghanistan, i militari americani hanno l'ordine di ignorare gli abusi sessuali sui bambini

L'articolo del New York Times comincia così: "Soldati Usa di stanza in Afghanistan sono stati testimoni di diversi episodi di violenza sessuale nei confronti di bambini da parte di poliziotti locali, ma sono stati istruiti a ignorare l'accaduto. È quanto emerge da un'inchiesta del nostro giornale che si basa sul racconto, agghiacciante, di diversi ex militari e sulle loro deposizioni"

Siamo nel settembre dell'anno 2015, e dovremmo ricordare che i soldati americani sono presenti in alcune decine di paesi del mondo, fra i quali l'Italia, e in Afghanistan sono presenti dal novembre 2001. Di tempo per accorgersi che in quel paese, soprattutto fra i maschi di etnia pashtun nel sud e fra i tagiki nel nord, è molto diffusa e persino socialmente accettata la pratica della pedofilia con ragazzini di 9-15 anni, ce n'è stato in abbondanza.

E a questo punto viene da chiedersi se i soldati italiani, anche loro in Afghanistan da oltre un decennio, se anche loro sapevano e hanno taciuto

"È la loro cultura" e quindi ignorare e non occuparsene. Sarebbe questo, secondo il New York Times, l'ordine dato a soldati e marines americani di base in Afghanistan a proposito degli abusi sessuali sui minori che avvengono quotidianamente.

"Hanno l'ordine di ignorare gli abusi sessuali sui minori che vengono compiuti regolarmente dagli alti ufficiali della polizia del Paese"

Sono orrori di guerra. L'Inchiesta parte dal racconto di un padre che ha perso il figlio, soldato americano in Afghanistan. Nella sua ultima telefonata a casa, Gregory Buckley Jr., gli aveva detto che "alti ufficiali afgani abusavano sessualmente di ragazzi che, spesso, si portavano alla base. Aveva raccontato di sentire le urla dalla sua postazione. Era turbato, ma non poteva intervenire. Gli ordini erano quelli di voltare il viso dall'altra parte"

"Di notte siamo in grado di sentirli urlare, ma non siamo autorizzati a fare nulla. gli ufficiali hanno dato l'ordine di tacere e non dire niente perché è la loro cultura"

Bacha Bazi, una vera e propria schiavitù sessuale
L'abuso sessuale dei bambini e adolescenti è un problema in Afghanistan, in particolare tra i comandanti che controllano gran parte dei territori e spesso della popolazione. Gli uomini potenti amano essere circondati da giovani, può essere un segno di status sociale. La pratica si chiama Bacha Bazi, letteralmente "play boy", ragazzi e bambini che sono veri e propri schiavi sessuali. E soldati e marines americani sono stati incaricati di non intervenire, nemmeno quando gli alleati afgani abusano dei ragazzi nelle stesse basi militari.

Chi ha il potere tutti i giorni prende per il naso chi non ha il potere. Prendere per il naso chi non ha il potere è politica necessaria alla conservazione del potere da parte di chi lo detiene. Non basta che chi non ha potere non abbia potere, è necessario sottometterlo tutti i giorni, colonizzare la sua mente, per mantenere i rapporti di forza dominanti.

La verità è rivoluzionaria, la verità rende liberi, la verità svela l'ingiustizia, ma i servi obbedienti del sistema sono ricattati dalle loro stesse debolezze umane. Obbedienti a tal punto dal sottrarsi alla denuncia di un "crimine contro l'umanità" solo perché è "prassi comune, è la cultura del luogo", come se la violenza contro i bambini o contro i più deboli sia "giustificata" solo perché "così fan tutti".

L'America potrà anche essere una grande nazione, ma di sicuro non può essere un esempio di moralità di fronte al mondo.

Adesso resta solo da capire se anche gli italiani, che in Afghanistan hanno sempre lavorato a fianco di quelli americani, sapevano e hanno taciuto anche loro. Orribile immaginare che per oltre un decennio anche gli italiani siano stati "complici silenziosi" di crimini così orribili sui bambini afghani.
(fonti, la Repubblica, NYT e altre)
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