martedì 29 settembre 2015

Burkina Faso, ha vinto la democrazia

All'indomani del golpe sventato in Burkina Faso e del ritorno al potere dell'autorità di transizione, a Ouagadougou hanno riaperto banche e stazioni di servizio e gli abitanti hanno manifestato fiducia per il futuro del Paese.

Se la città di Ouagadougou sembra vivere una sorta di "primavera" burkinabé", molte sono ancora le tappe cruciali che deve gestire l'autorità di transizione. Prima di tutto le elezioni politiche, originariamente fissate per l'11 ottobre.

Il "ripristinato" presidente Michel Kafando non ha ancora deciso le nuove date. Una proposta dei mediatori, tra cui la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (CEDAO), era di farle slittare al 22 novembre, ma Kafando ha solo confermato un ritardo di diverse settimane.

Più delicata infine la questione sul destino dei golpisti, che hanno chiesto l'amnistia. Un argomento spinoso su cui pesa la fucilazione di 15 manifestanti e il ferimento di altri 100 a opera del RSP (Reggimento di Sicurezza Presidenziale, ovvero i golpisti della guardia presidenziale) durante la repressione delle manifestazioni della popolazione contro il golpe della settimana scorsa nella capitale Ouagadougou.

Sciolta la Guardia Presidenziale dopo il fallito golpe degli uomini guidati dal generale Gilbert Diendéré .. Il Reggimento di sicurezza presidenziale è stato sciolto per decreto ma il suo disarmo e l’assegnazione dei suoi ufficiali ad altri corpi sono parte di un processo ancora in corso e più che mai delicato.

Lo scioglimento del corpo è stato disposto venerdì, durante il primo Consiglio dei ministri dopo il fallimento del golpe. La misura era stata seguita dal sequestro dei beni del generale Diendéré e di altre 13 persone in qualche modo associate al colpo di stato.

Queste decisioni sono state accolte con favore dalla popolazione ma lasciano intatti i nodi dell’amnistia per i responsabili del golpe e dell'esclusione dalle prossime elezioni degli ex collaboratori del presidente Blaise Compaoré, accusati ora di aver appoggiato o quantomeno non contrastato l’azione del Reggimento.

A conferma di incertezze e tensioni un appello alla popolazione, alle parti politiche e alle forze armate è stato rivolto dal Mogho Naba, sovrano delle comunità Mossi. Pochi giorni dopo aver contribuito a scongiurare uno scontro armato tra il Reggimento e le unità dell’esercito giunte alle porte di Ouagadougou per ristabilire l’ordine costituzionale, il capo tradizionale ha chiesto al presidente Michel Kafando di essere tollerante e comprensivo, di unire e di "essere il presidente di tutti"

Ma cos'è e cosa ha rappresentato la ormai ex-Guardia Presidenziale del Burkina Faso. È un'elite di militari bene addestrati e bene armati che rispondono direttamente al presidente e che godono di privilegi e immunità. Fu costituita dall'ex-dittatore Blaise Campaoré che ha voluto circondarsi di un piccolo esercito "fedele e obbediente". Privilegi che in una democrazia non sono più tollerabili, e per fortuna in Burkina Faso sta vincendo la democrazia.


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