lunedì 7 settembre 2015

Repubblica Centrafricana, liberati 163 "Bambini Soldato"

Prosegue nella Repubblica Centrafricana la liberazione di bambini soldato da parte di gruppi armati. Altri 163 bambini, tra cui cinque ragazze, sono stati rilasciati venerdì scorso dalla milizia anti-balaka, durante una cerimonia nella città di Batangafo, a ovest del Paese.

Ad annunciarlo è stato un comunicato dell'Unicef. In totale sono 645 i bambini liberati dopo la sigla, nel maggio scorso, di un accordo con l'associazione umanitaria. "Questa liberazione è il segno che l'impegno dei capi dei gruppi armati, nel quadro del processo di pace e di riconciliazione, è sulla buona strada".

I capi di otto gruppi armati centrafricani, tra cui le milizie cristiane anti-Balaka e gli ex ribelli musulmani Seleka, principali protagonisti del conflitto armato, si intendono impegnati nel rilascio di questi bambini soldato, in virtù dell'accordo sottoscritto e in occasione di un Forum a Bangui per la riconciliazione nazionale.

"Noi speriamo di vedere centinaia di altri bambini rilasciati entro alla fine dell'anno"

La situazione del Paese. Ci sono dai seimila ai diecimila bambini soldato trattenuti da queste milizie armate per motivi diversi, direttamente coinvolti nei combattimenti, altri utilizzati come "messaggeri", nei lavori di pulizia o di cucina, alcuni, soprattutto le bambine, come schiavi sessuali, nei più disparati servizi. È una situazione grave sulla quale bisogna intervenire attraverso il dialogo, cercando di convincere queste milizie a rilasciare questi bambini. Si cerca soprattutto di convincere il governo nel processo di sensibilizzazione. Appena liberati questi bambini vengono portati nei centri dove è possibile aiutarli a superare psicologicamente il trauma.

I bambini liberati vengono inseriti subito in questi enti specializzati, dove assieme agli psicologi e operatori sanitari si cerca di metterli in condizione di recuperare una vita normale, attraverso l’istruzione e le prime cure che è possibile dare a bambini e ragazzi che si trovano in condizioni psicologiche, degrado umano e condizioni fisiche davvero degradate.

In questa situazione l'Unicef ha avuto un ruolo importante. L'Unicef è stato l'esecutore di quelli che sono i diritti fondamentali previsti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Un Paese che ha ratificato questa Convenzione non può consentire l’esistenza al suo interno a situazioni di questo genere. È stata fatta un'adeguata pressione sui gruppi armati, ma anche sul governo locale, e i risultati ci sono stati.

La comunità internazionale è necessario che sia più attenta a situazioni come quella delle varie "guerre dimenticate" dell'Africa.

Nonostante la Repubblica Centrafricana stia ancora attraversando un periodo di insicurezza, dopo tre anni di guerra civile cruenta che ha provocato massacri, distruzioni e migliaia di profughi, proprio in questi giorni è stato approvato "quasi" all'unanimità dal Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) il testo della nuova costituzione. L'entrata in vigore della nuova costituzione è però subordinato ad un referendum costituzionale, difficile da indire proprio per il grado di "insicurezza" soprattutto in alcune regioni del paese.




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