domenica 11 ottobre 2015

Turchia e tutti quegli innocenti morti in nome della Pace

Scrivo questi pensieri il giorno dopo, e li scrivo con il dolore di chi conosce bene le conseguenze dell'islam integralista (nel mio paese di origine, la Nigeria, l'Islam integralista uccide, rapisce, distrugge, mette bombe ormai da sei anni).

Scrivo pensando al clamore che "giustamente" ha avuto questo vile attentato nei media internazionali, ma non capisco perché lo stesso clamore NON venga riservato anche quando attentati così gravi avvengono nella mia Nigeria, eppure a "colpire" così vigliaccamente è lo stesso islam integralista, "i" di islam scritto in minuscolo per un "disprezzo" voluto verso una religione che uccide.

Ma, si sa, l'Africa per l'occidente è ancora un "NON luogo", ci si accorge di lei solo quando si tratta di rubare le sue ricchezze o quando i suoi figli disperati attraversano il Mediterraneo.

A distanza di 24 ore si conosce l'identità di uno dei due "kamikaze" che si sono fatti esplodere ad Ankara in mezzo a tutti quei giovani che stavano manifestando per la Pace. Era un tipo poco raccomandabile, un turco "invasato di islam" vicino all'Isis.

Un attentato avvenuto in una Turchia "idiota" che, anziché preoccuparsi dell'integralismo islamico alle sue porte, si preoccupa di incarcerare giornalisti solo per un "tweet ingiurioso".

128 persone uccise e più di 500 ferite in una Turchia che fa parte della Nato e che vorrebbe entrare in Europa, ma che limita la libertà personale, che non esita a incarcerare gli oppositori politici, che ha sempre preferito "favorire" l'Isis piuttosto di vedere vincitori i curdi che lo combattono.

Un Turchia che ha iniziato una "guerra interna" contro i curdi bombardando le loro basi dopo che per la prima prima volta il partito che rappresenta i curdi era entrato in parlamento.

No, decisamente NO. Dirò sempre NO all'Islam che ieri ad Ankara ha ucciso innocenti che manifestavano per la pace, ma dirò ancora NO al quell'Islam del turco Erdogan, dittatore e illiberale, che bussa alle porte dell'Europa.

No alla Turchia in Europa

Manifestazioni contro il presidente turco Erdogan
Oggi contro il presidente Erdogan monta la rabbia dei manifestanti che hanno innalzato cartelli con la scritta "Assassino". Gli umori profondi del Paese, dove l'anima laica si scontra con quella islamica, appaiono in grande agitazione.

Quei cadaveri sul selciato, in prossimità della stazione di Ankara, alcuni coperti dalla bandiera giallo-viola-verde del partito curdo moderato (HDP), sono una tragica immagine della sanguinosa mischia siriana che dilaga al di là dei confini, e coinvolge i paesi vicini. Questa è stata la prima impressione davanti al massacro ripreso dalle telecamere e poi offerto agli occhi del mondo come una trasmissione reale sull'orrore.

La Turchia, fino ad alcuni anni fa esempio di successo economico e di democrazia, di una democrazia per ora non sufficiente per l'Unione Europea ma comunque insolita in Medio Oriente, è adesso travolta da un'ondata di terrorismo, simile a una massa di lava vomitata da un non lontano vulcano in eruzione. La prima reazione spontanea portava a questa conclusione ed anche all'implicita solidarietà con il paese ferito. Solidarietà per il suo popolo, ma non per il suo presidente desposta, non per il suo presidente che ha sempre considerato le donne "schiave all'uomo".
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Se mi chiedete che ne penso dell'Islam e dei mussulmani io vi risponderò sempre che sono lo "sterco" nauseabondo dell'umanità. Assassini che uccidono in nome di un dio assassino
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