mercoledì 11 novembre 2015

Sud Sudan. Atrocità, stupri e perfino cannibalismo, la denuncia dell'Unione Africana

Un rapporto dell'Unione Africana rivela che il Paese sarebbe teatro di un conflitto etnico estremamente violento. Uccisioni, stupri, torture, mutilazioni, bambini soldato ed episodi di cannibalismo, l’Unione Africana ha accusato il governo e le forze ribelli del Sudan del Sud di aver commesso violenze atroci nei confronti di civili da quando la guerra civile è esplosa due anni fa.

La commissione d'inchiesta dell’Unione africana, creata un anno fa e guidata dall'ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, ha stilato un rapporto elencando i crimini commessi e identificando i responsabili su entrambi i fronti.

"La commissione crede che crimini di guerra siano stati commessi a Giuba, Bor Bentiu e Malakal". Nel rapporto si sottolinea anche il ritrovamento di fosse comuni. In particolare, alcuni testimoni a Giuba hanno riferito ai membri della commissione di aver visto gente costretta a bere sangue e mangiare la carne di gente che era stata appena uccisa. L'Unione Africana ha comunque escluso che in questi due anni di conflitto sia stato commesso alcun genocidio.

Nonostante la tregua siglata lo scorso 26 agosto, ripetutamente violata, dal 2013 decine di migliaia di persone sono morte e due milioni sono state costrette ad abbandonare le loro case. Ora la pubblicazione di questo rapporto denuncia come siano stati compiuti atti terribili durante questi due anni di conflitto che dilania il neonato Paese.

Il Sudan del Sud, infatti, è lo Stato più giovane del mondo, è nato il 9 luglio 2011 dopo una guerra civile e in seguito a un referendum in cui il 99 per cento dei votanti si è espresso a favore della secessione dal Sudan. Tuttavia, le divisione etniche all'interno del Paese e una contesa con il Sudan per la gestione del petrolio hanno impedito al neonato Stato di essere governato con efficienza.

Miliziani Dinka (Sud Sudan)
Poi è divampata la guerra civile. Nel dicembre 2013 le forze del presidente sud sudanese Salva Kiir, uno dei fondatori dell'Esercito di Liberazione del Popolo del Sudan, del quale guidò l'ala armata, e quelle dell’ex vicepresidente e attuale leader dei ribelli, Riek Machar, hanno dato il via a una lotta per il potere che sta portando il Paese allo stremo e agli orrori elencati nel rapporto dell'Unione Africana.

I ribelli hanno sempre continuato a chiedere le dimissioni del presidente o almeno una spartizione del potere tra le due fazioni. Fino ad oggi sono state firmate almeno sette tregue dall'inizio della guerra, nessuna di queste è stata mai rispettata e il conflitto infiamma ancora il Paese.

"Donne di tutte le età hanno parlato dei sistematici stupri di gruppo a cui sono state sottoposte e di come poi venivano lasciate prive di sensi e sanguinanti. Le persone, poi, non venivano semplicemente uccise con un colpo di pistola, ma per esempio, venivano picchiati prima di doversi buttare nel fuoco. Abbiamo sentito anche di uomini catturati e costretti a nutrirsi di carne umana e a bere sangue"

Oltre alle atrocità e ai crimini contro l'umanità, sottolineate anche dalle Nazioni Unite e da varie organizzazioni non governative, il documento mette in luce due avvenimenti che potrebbero cambiare lo studio e l'analisi del conflitto. L'Unione Africana ha escluso l’ipotesi di un tentato colpo di stato contro Kiir da parte di Machar, mettendo in discussione quello che è stata indicato come il motivo scatenante del conflitto. Inoltre, le centinaia di soldati e civili Nuer morti a Juba, nella prima settimana del conflitto, sarebbero da ricondurre a un’operazione militare messa in atto da un gruppo vicino al Presidente già prima del conflitto.

Sfollati Sud Sudanesi
In poche parole il conflitto non è solo una "Guerra Civile" per l'affermazione del potere politico e per il controllo del petrolio del paese, ma è sempre stata una vera e propria "Guerra Etnica" tra i due principali gruppi del paese, Nuer e i Dinka.


(Articolo di Maris Davis)
Fonte: The African Union Releases the Report of the AU Commission of Inquiry on South Sudan
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