venerdì 4 dicembre 2015

Burkina Faso, chi è Kaborè il presidente eletto nelle prime elezioni democratiche del paese

Roch Marc Christian Kaboré
neo-presidente del Burkina Faso
Dal 29 novembre Roch Marc Christian Kaboré è il nuovo presidente del Burkina Faso, il primo eletto democraticamente in tutta la storia del Paese, e già questo è un evento straordinario, ma è anche un'ex-delfino del deposto dittatore Blaise Campaoré, di cui fu anche "primo ministro" (1994-1996) in uno dei suoi governi.

Va dato atto al nuovo "presidente" la furbizia (o l'opportunità politica) di abbandonare Campaoré pochi mesi prima della sua deposizione, e anzi di averne facilitato la caduta.

Grave, gravissimo l'errore delle opposizioni che non hanno saputo compattarsi intorno ai principi libertari, di uguaglianza e di equità sociale di Thomas Sankara che la stessa moglie dell'ex leader burkinabè, Mariam Sankara, aveva auspicato. Ed infatti a queste elezioni presidenziali erano presenti ben 17 candidati che hanno favorito la "polverizzazione" del voto delle opposizioni.

Kaboré, candidato del partito Movimento Popolare per il Progresso (MPP), si è aggiudicato la vittoria al primo turno con oltre il 53% dei consensi. Il suo rivale più accreditato alla vigilia, Zéphirin Diabré, candidato dell’Unione Popolare per il Cambiamento (UPC), non è andato oltre il 29%. I risultati per essere ufficiali dovranno adesso essere convalidati dal Consiglio Costituzionale. Ma l’ammissione della sconfitta da parte di Diabré di fatto certifica la vittoria di Kaboré.

I rapporti tra Kaboré e l’ex presidente CompaoréLa vittoria di "Roch", così viene chiamato dai suoi elettori Kaboré, assume un valore importante alla luce dell’alta affluenza registrata alle urne pari a circa il 60% dei 5,5 milioni di elettori del Burkina Faso. Inoltre, secondo gli osservatori non vi sarebbero stati né brogli né incidenti gravi.

L’affermazione di Kaboré rappresenta un momento cruciale per il futuro del Burkina Faso. È infatti la prima volta nella storia del Burkina Faso, dall'indipendenza dalla Francia nel 1960, che chi ottiene il potere lo ha fatto attraverso elezioni democratiche e non tramite un golpe militare.

Non è però senza ombre la figura del nuovo presidente del Burkina Faso. Kaboré è infatti stato uno stretto collaboratore di Compaoré ricomprendo il ruolo di presidente dell'Assemblea Nazionale. I rapporti con Compaoré si era poi incrinati con la rottura definitiva all'inizio del 2014. Banchiere, cattolico praticante, durante la sua campagna elettorale ha promesso che varerà nuove misure contro la corruzione, per arginare la disoccupazione giovanile e migliorare l’istruzione e il sistema sanitario.

I suoi detrattori lo accusano invece di essere un opportunista e di essere entrato in contrasto con Compaoré nel momento in cui è iniziato ad apparire chiaro che i decenni al potere dell’ex presidente stavano per terminare.

La difficile transizione del Burkina FasoDopo il colpo di Stato che a fine ottobre del 2014 aveva allontanato dal potere l’ex presidente Blaise Compaoré e rimesso la guida del Paese nelle mani di un governo di transizione capitanato da Michel Kafando e Isaac Zida (rispettivamente presidente e primo ministro).

Il corso politico relativamente pacifico intrapreso dalla "Terra degli Uomini Integri", Burkina Faso nella lingua locale significa proprio questo, è naufragato però il 16 settembre del 2015 con l’arresto di Kafando e Zida da parte dei militari e il rovesciamento delle autorità della transizione burkinabè. Il 17 settembre il Consiglio Nazionale per la Democrazia, organismo composto dalla giunta militare golpista, ha preso il potere nominando alla presidenza il Generale Gilbert Diendéré.

Una settimana dopo il golpe, il 23 settembre Michel Kafando ha recuperato le sue funzioni di presidente della transizione. Dopo serrati negoziati tra i ranghi militari e politici burkinabè, e così la mediazione africana e le pressioni internazionali sono riuscite a prevalere, permettendo al Burkina Faso di avere una transizione almeno "apparentemente" democratica.

Il nostro è un sospetto fondato perché adesso è al potere, seppur con il consenso del popolo, un "camaleonte della politica", un probabile "furbetto". Un politico di lungo corso che tanto fa pensare a quel film italiano "Il Gattopardo". Cambiare tutto perché nulla cambi, speriamo di no, il glorioso popolo del Burkina Faso figlio di quel Thomas Sankara eroe del Paese, non se lo meriterebbe.

E adesso solo Roch Marc Christian Kaboré deve dimostrare se quella del Burkina Faso è vera transizione in senso democratico.
(Maris)

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