venerdì 4 dicembre 2015

Camerun, l'esercito libera 900 ostaggi di Boko Haram e uccide 100 miliziani

Donne e bambini liberati dalla prigionia di Boko Haram
L'esercito camerunese ha ucciso un centinaio di miliziani del gruppo estremista islamico nigeriano Boko Haram e liberato 900 ostaggi. È il bilancio di un'offensiva contro il gruppo jihadista condotta nel nord del Paese, al confine con la Nigeria. Lo ha annunciato il ministro della difesa Joseph Beti Assomo.

Nell'operazione speciale durata tre giorni, dal 26 al 28 novembre, sono state anche sequestrate numerose armi e munizioni. Il governo camerunese però non ha fornito ulteriori informazioni sugli ostaggi liberati, con ogni probabilità donne e bambini rapiti nei mesi scorsi tra Nigeria e Camerun. Non si sa se tra gli ostaggi liberati ci siano alcune delle 219 studentesse rapite lo scorso anno a Chibok.

Un'operazione militare che si è svolta in un'imprecisata località lungo il confine con la Nigeria e che ha visto coinvolto anche l'esercito nigeriano che dall'altra parte del confine ha impedito ai miliziani di Boko Haram di ritornare indietro.

Ma intanto Boko Haram, nonostante le pesanti sconfitte militari, continua ad obbligare bambini e bambine a diventare "kamikaze". Anche ieri due bambine si sono fatte esplodere nel Parco Nazionale di Waza, in Camerun, provocando 6 vittime. Un terzo baby kamikaze è stato ucciso in Nigeria, nei pressi di Maiduguri, prima che facesse esplodere la sua bomba.

Ora Boko Haram addestra bambini scolari da far esplodere nelle scuole. La notizia che il gruppo terroristico addestra anche bambini come kamikaze in apposite scuole, la scoperta è stata fatta in Nigeria dalla divisione di sicurezza di Maiduguri, nello stato del Borno che ha arrestato Usman Modu Tella, un bambino di soli 11 anni. La notizia è stata divulgata in un comunicato stampa dell'esercito che spiega che altri tre bambini avrebbero portato invece a termine la loro missione in altri parti dello stato nigeriano. Si tratterebbe di ostaggi obbligati all'addestramento e poi costretti a farsi esplodere durante le lezioni scolastiche.
(Maris)

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