giovedì 17 dicembre 2015

Sud Sudan, Human Rights Wacth denuncia l'uso massiccio di "bambini soldato" nel conflitto

A due anni dall'inizio del conflitto i difensori dei diritti umani di Human Rights Watch (HRW) hanno invitato i leader di governo e i ribelli del Sud Sudan a punire i comandanti accusati di reclutare migliaia di bambini soldato a combattere nella guerra civile in corso.

In un rapporto pubblicato nei giorni scorsi, HRW ha accusato più di 15 comandanti militari sia dell'Sudan People's Liberation Army (Spla) che delle forze ribelli del Sudan People's Liberation Army-In Opposition (Spla-Io), di aver costretto bambini a entrare nelle loro truppe.

L'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia Unicef stima tra i 15.000 a 16.000 bambini che potrebbero essere stati utilizzati dalle forze armate nel conflitto. HRW ha intervistato almeno 101 bambini soldato, molti dei quali hanno raccontato storie terrificanti. Prima sottratti alle loro famiglie con minacce e poi gettati in scontri a fuoco e costretti a vivere con poco cibo.

In una dichiarazione l'Unicef ha detto che di recente sono stati compiuti alcuni progressi per assicurare rilascio di bambini soldato nel paese. Almeno 1.750 bambini soldato sono stati recentemente rilasciati e riuniti alle loro famiglie.

Lo Unity State è stato al centro dei combattimenti negli scorsi mesi con molti testimoni che raccontano storie orribili di membri di entrambe le forze militari che hanno saccheggiato villaggi, uccidendo persone, distruggendo case, rubando bestiame e colture.

La lotta armata continua nel paese nonostante un accordo di pace che è stato firmato nel mese di agosto tra il presidente Salva Kiir e Riek Machar, il capo dei ribelli. La guerra civile è iniziata nel dicembre 2013 dopo che Kiir ha accusato Machar, allora il suo vice, di aver pianificato un colpo di stato. Da allora sono morte migliaia di persone e il conflitto ha generato più di due milioni di sfollati, e altri 2,4 milioni sono a rischio fame.

A due anni dallo scoppio della guerra civile, la pace in Sud Sudan resta ancora un miraggio. I tentativi di riconciliazione sono continuamente ostacolati da una coalizione di governo sempre più scossa da tensioni interne. La speranza non può che venire dal basso, ma va restaurato il clima di fiducia tra le persone.


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