lunedì 13 marzo 2017

Allarme Unicef. 1,4 milioni di bambini a rischio malnutrizione tra Yemen, Somalia, Sud Sudan, Nigeria del nord

“Siamo davanti alla più grave crisi umanitaria dal 1945”. L'Unicef avverte che nel 2016 circa 1,4 milioni di bambini sono a rischio di morte imminente per malnutrizione acuta grave tra Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen. E la colpa come sempre è dell'uomo.


Secondo l'Unicef, quest'anno, circa 1,4 milioni di bambini sono a rischio di morte imminente per malnutrizione acuta grave, viste le incombenti carestie in Nigeria (regioni del nord-est), Somalia, Sud Sudan e Yemen.

"Il tempo sta per finire per oltre 1 milione di bambini. Possiamo ancora salvare tante vite, la malnutrizione acuta e l'incombente carestia sono principalmente causate dall'uomo. Il nostro comune sentire richiede azioni più veloci; non dobbiamo ripetere la tragedia della carestia nel Corno d'Africa del 2011", chiarisce Anthony Lake, Direttore generale dell'Unicef.

Sud Sudan .. Un paese colpito da conflitti, povertà e insicurezza, oltre 270.000 bambini sono gravemente malnutriti. La carestia è stata recentemente dichiarata in alcune zone dello Stato di Unity nella parte centrosettentrionale del Paese, dove vivono 20.000 bambini. Se non sarà fatto nulla per bloccare la gravità e la diffusione della crisi alimentare, il numero totale di persone colpite nel paese crescerà da 4,9 a 5,5 milioni con il culminare della stagione secca a luglio.

La responsabilità della crisi alimentare è delle opposte fazioni militari. «La carestia è causata dall’uomo: 3,4 milioni di sud-sudanesi sono sfollati, e 200mila sono fuggiti dall’inizio». Sono i dati di inizio 2017.

Padre Giulio Albanese, direttore di Popoli e Missione, ha seguito dall’inizio i gravi sviluppi politici nel più giovane paese africano, dove il Papa ha detto che vorrebbe recarsi con il primate della Comunione anglicana Justin Welby. «Dall’ indipendenza del 2011, favorita e incoraggiata dalla Comunità Internazionale, abbiamo dovuto constatare che si è sottovalutata la necessità di un ceto politico nazionale. I ribelli del vecchio movimento indipendentista, SPLA, una volta deposte le armi della guerriglia si sono trasformati in un’oligarchia, che si è divisa su linee etniche e calcoli personali legati al business dell’oro nero. La dichiarazione di Papa Francesco di visitare il Sud Sudan riaccende la speranza, anche se i cristiani sono solo il 10% di una popolazione, in vastissima maggioranza animista»

Somalia .. La siccità sta minacciando una già fragile popolazione danneggiata da anni di conflitto. Circa la metà della popolazione, 6,2 milioni di persone, stanno affrontando una grave situazione di insicurezza alimentare e hanno bisogno di assistenza umanitaria. Quest'anno si prevede che circa 185.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, nei prossimi mesi questo dato arriverà a 270.000.

Nord-est della Nigeria .. Il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave quest'anno arriverà a 450.000 negli Stati colpiti dal conflitto scatenato da Boko Haram negli stati di Adamawa, Borno e Yobi. Secondo il Fews Net, il Sistema di allerta precoce della carestia che monitora l'insicurezza alimentare, l'anno scorso la carestia, probabilmente presente in alcune delle aree precedentemente inaccessibili degli Stati del Borno, è in corso e si espanderà in altre aree che non sono ancora state raggiunte dagli aiuti umanitari.

Boko Haram ha causato la fuga dai piccoli centri devastati dalle loro milizie, provocando più di 2,7 milioni di profughi.

Yemen .. A causa degli ultimi due anni di violenti conflitti, 462.000 bambini sono attualmente colpiti da malnutrizione acuta grave con un aumento dal 2014 di circa il 200%.


L'Unicef informa che nel solo 2016, con i suoi partner, ha garantito cure terapeutiche a:
  • 220.000 bambini gravemente malnutriti in Nigeria;
  • oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Sud Sudan;
  • oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Somalia,
  • e 320.000 bambini in Yemen.


L’Onu parla di carestia quando il 30% dei bambini sotto i 5 anni di età soffrono di malnutrizione

Stephen O’Brien, sottosegretario generale dell’Onu per gli aiuti umanitari, nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza, ha chiaramente detto che l’emergenza-carestia è gravissima, affermando che "ci troviamo davanti alla crisi umanitaria più devastante dalla fine della Seconda Guerra mondiale. Oltre 20 milioni di persone rischiano di morire di fame. Occorrono subito 4,4 miliardi di dollari"


Crisi alimentari nel mondo 2017 (Fonte FEWS)



Articolo a cura di
Maris Davis

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venerdì 10 marzo 2017

Italia. Violenza sulle donne (Rapporto Istat)

Sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
  • Il 20,2% ha subìto violenza fisica,
  • Il 21% violenza sessuale,
  • Il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.


La violenza su donne italiane e straniere
  • La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro il 19,6% delle italiane), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro il 16,2% delle straniere)
  • Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.


I partner attuali o precedenti commettono le violenze più gravi
  • La maggior parte degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente (62,7%)
  • Gli autori di molestie sessuali sono degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%)


L’età
  • Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni.
  • Aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% nel 2006 al 65,2% nel 2014)


Donne separate o divorziate
  • Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%)


Donne con problemi di salute o disabilità
  • Ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. In questi casi, il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi)


Il trend degli ultimi 5 anni
  • Le violenze fisiche o sessuali sono diminuite, passando dal 13,3% all'11,3%
  • È in calo la violenza fisica (dal 5,1% al 4%) e quella sessuale (dal 2,8% al 2%) da parte di partner e ex partner sia da parte dei non partner (dal 9% al 7,7%)
  • In forte calo anche la violenza psicologica da parte del partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.
  • Sempre più spesso le donne considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell'ordine (dal 6,7% all'11,8%).
  • Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri anti-violenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%)
  • Aumentano le violenze da parte del partner che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2%)


.. e ancora
  • Aumenta il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014)
  • 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l'ha subìto dall'ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall'ex partner.
(Fonte Istat 2016)



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lunedì 6 marzo 2017

Nigeriani in Italia, ecco in quanti siamo

La Nigeria, con 77.264 residenti regolari in Italia, costituisce la 19° comunità di stranieri.


Non è, numericamente, nemmeno la prima comunità africana in Italia. Marocco, Egitto, Senegal e Tunisia, nell'ordine, si pongono in avanti nella classifica dei poco più di 5 milioni di residenti stranieri in Italia. Numeri più o meno stabili negli ultimi anni, ovvero poco più dell'8% della popolazione italiana, che in qualsiasi parte del mondo non dovrebbero creare allarmismi.

Negli ultimi anni sono cresciuti enormemente gli arrivi dei nigeriani in Italia attraverso gli sbarchi luongo la rotta mediterranea. Nel 2016 il 20,7% dei 181.436 sbarcati era composto da nigeriani (37.551), un numero in grande crescita negli ultimi anni.


I motivi che spingono i nigeriani a migrare sono molteplici. Sicuramente la questione delle violenze nel paese (non solo quelle dei gruppi estremisti come Boko Haram) incide fortemente in alcune aree sulla stinta migratoria. Nel 2015 in Nigeria vi furono 11 mila morti dovuti alle violenze religiose, etniche e sociali. Vi sono poi fattori economici importanti.

Il colosso africano (oltre 180 milioni di residenti) fatica a svilupparsi. Le risorse petrolifere, che garantiscono quasi il 20% del PIL, (era il primo produttore dell'Africa, superato da poco dall'Angola) rischiano di creare più problemi che opportunità. La corruzione è alle stelle, alcuni ambienti come il Delta del Niger sono devastati, forse per sempre, dall'inquinamento, e la povertà attanaglia non solo le grandi città.

Vi è infine un'altra fetta di migrazione che rende quella nigeriana una storia diversa dalle altre.

Crescono il numero delle giovani donne che nella speranza di cercare fortuna in Europa entrano nei circuiti della prostituzione, soprattutto di strada

Sulla prostituzione nigeriana ho scritto e si conosce quasi tutto. Un tempo l'inganno, oggi il sacrificio di una delle figlie, i riti vudu, il debito accumulato per la migrazione, il ruolo delle organizzazioni criminali (confraternite) sempre più capillari e strutturate e infine la madame e la vita di strada, tra le periferie di mezza Europa. Nel 2013 erano giunte 433 donne nigeriane, tra il 2015 e il 2016 questo numero è arrivato a 11.300.


Recentemente la rete criminale nigeriana ha iniziato ad utilizzare, confondendosi con gli altri, gli unici canali di accoglienza aperti nel nostro paese: quelli della protezione internazionale. Nell'ultimo triennio i numeri delle richieste d'asilo di nigeriani è cresciuto esponenzialmente, mettendo a dura prova il sistema.

Il risultato delle richieste è per oltre il 66% negativo. Infatti nel periodo 2001-2015 solo al 2% dei richiedenti è stato accordato lo stato di rifugiato. Oggi appare del tutto evidente che il circuito dei richiedenti asilo è divenuto l'unico canale di regolarizzazione. Le "Commissioni Territoriali" (quelle deputate a valutare le richieste di asilo) sono intasate e incapaci di dare risposte in tempi celeri. Oggi si aspetta almeno nove mesi per una audizione. I tempi dilatati finiscono inevitabilmente per favorire le reti criminali e danneggiare chi ha diritto alla protezione.


Le reti criminali nigeriane (confraternite) sono diventate sempre più capillari e strutturate. Gli esperti ritengono che la "mafia nigeriana" sia molto pericolosa per la sua duplice capacità di essere aggressiva e innovativa. Nata in ambienti universitari è capace di mettere assieme elementi tipici della criminalità (in termini di brutalità) e uno spiccato senso della modernità fatta di tecnologia e business.

La questione di maggior rilievo è quella relativa ai legami con la comunità nigeriana regolarmente residente in Italia (sono circa 77 mila) che sembra almeno essere cieca nei confronti del dilagare della rete di infiltrazione nella società.

La sensazione, sempre più confortata dai dati, è che il business della traffico di donne da avviare alla prostituzione si sviluppi ben oltre la criminalità organizzata sembra essere sempre più una verità anziché un sospetto.



Articolo a cura di
Maris Davis

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giovedì 2 marzo 2017

Senato. Via libera alla norma che tutela gli immigrati minorenni non accompagnati

Il testo offre un percorso di tutele per i minori stranieri non accompagnati, ma ora dovrà tornare alla Camera per l’ok definitivo.

Sono stati più di 25mila nel 2016, circa 50mila negli ultimi tre anni i minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane (fonte: Ministero dell’Interno). Secondo il Rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, quelli censiti nel nostro Paese erano fino allo scorso anno 17.373, ai quali se ne aggiungono oltre 6.500 irreperibili.

E un recentissimo rapporto pubblicato da Unicef rivela che molti di questi, durante la traversata del Mediterraneo per giungere in Italia, sono stati vittime di violenze, molestie o aggressioni ad opera di adulti.

Si rivolge a loro il disegno di legge approvato dall’Assemblea del Senato, che dovrà tornare alla Camera per il via libera definitivo. Un testo che offre “un percorso di tutele, evita che i minori stranieri non accompagnati si disperdano sul territorio e rappresenta già una prima forma di integrazione”, come spiegato dalla ministra Anna Finocchiaro, che ha seguito con attenzione sin dall'inizio del proprio mandato l’iter del provvedimento, con l’obiettivo di “offrire finalmente la dovuta tutela a tanti giovani e giovanissimi, che arrivano in Italia con la speranza di trovare quell'umanità che meritano di ricevere”

“Il voto del Senato, con una maggioranza molto più ampia di quella che sostiene l’esecutivo, è l’atto politico decisivo in vista del traguardo, che ci auguriamo sarà raggiunto in tempi rapidi alla Camera”

Il testo garantisce parità di trattamento ai minori stranieri non accompagnati rispetto ai minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea e afferma il principio generale del divieto di respingimento alla frontiera nei loro confronti. Ad essi sono riconosciuti la piena garanzia dell’assistenza sanitaria, l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo (anche attraverso specifici programmi di apprendistato), le garanzie processuali e procedimenti legali (compresi l’assistenza affettiva e psicologica, la presenza di un mediatore culturale, l’eventuale gratuito patrocinio a carico dello Stato), nonché misure specifiche di tutela per le vittime di tratta e i richiedenti protezione internazionale.

Il percorso di accoglienza individuato dal disegno di legge prevede una permanenza massima di 30 giorni (anziché 60) nelle strutture di prima accoglienza, all'interno delle quali i minori vengono identificati (entro 10 giorni), ne viene accertata l’età e spiegati i loro diritti. La procedura di identificazione sarà disciplinata in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, con determinate garanzie di procedura e di sostanza.

Terminata l'identificazione, si avviano le iniziative volte a individuare eventuali familiari, sulla base anche di apposite convenzioni stipulate dal ministero dell’Interno. Qualora siano stati rintracciati familiari idonei a prendersi cura del minore, l’affidamento a costoro è prioritario rispetto a qualsiasi altra soluzione. Si decide quindi se procedere con il ricongiungimento con i familiari attraverso il rimpatrio assistito (che diventa di competenza del Tribunale per i minorenni), oppure affidarlo a una famiglia o a una comunità. Il ministero dell’Interno può infatti valutare che sia nell'interesse del minore restare in Italia e quindi segnalare la situazione alla magistratura e ai servizi sociali per l’eventuale affidamento.

Ai minori stranieri non accompagnati che rimangono nel nostro Paese si applicano le norme previste in materia di assistenza e protezione dei minori in stato di abbandono. Gli enti locali, a tal proposito, possono promuovere la sensibilizzazione e la formazione di affidatari, per favorire una soluzione interna a un nucleo familiare, anziché in una struttura di accoglienza. A questo scopo, presso ogni Tribunale per i minorenni sarà istituito, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, un elenco di tutori volontari, ossia cittadini selezionati e formati dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza disponibili ad assumere la tutela di uno o più minori stranieri non accompagnati (nel caso di fratelli o sorelle)

Il permesso di soggiorno per minore età è rilasciato dal questore ed è valido fino al compimento della maggiore età, quando potrà essere convertito. Il questore rilascia invece il permesso per motivi familiari quando il minore ha meno di quattordici anni ed è affidato a un cittadino italiano con il quale convive, oppure ha quattordici anni o più e in tal caso sia affidato a un cittadino italiano o a uno straniero regolarmente soggiornante.

Tutti i minori non accompagnati possono accedere al nuovo Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati. Qualora le strutture nel territorio siano temporaneamente indisponibili, l’accoglienza sarà affidata in via provvisoria al Comune in cui si trova il minore. Per sostenere questa attività, è istituito il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, con uno stanziamento già previsto dalla legge di bilancio di 170 milioni per ciascuno degli anni 2017-2019.

Inoltre, l’assistenza ai minori stranieri non accompagnati è riconosciuta tra le destinazioni di interesse sociale o di carattere umanitario alle quali destinare parte del gettito dell’8 per mille dell’Irpef spettante allo Stato.

Sono 11.300 le ragazze nigeriane arrivate in Italia tra il 2015 e il 2016, due su cinque sono minorenni, l'80% di loro saranno costrette a prostituirsi.
La nuova legge è anche per loro

Una buona legge che tutela le decine di migliaia di minori sbarcati in Italia. Una legge che va favore anche delle 4.500 ragazze nigeriane minorenni sbarcate in Italia negli ultimi due anni. Ora però attendiamo la sua rapida approvazione definitiva, e soprattutto che poi venga puntualmente applicata



Articolo a cura di
Maris Davis

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