giovedì 27 luglio 2017

Sud Sudan. Nessun ulteriore supporto economico dai paesi occidentali per l'accordo di pace del 2015

In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, Unione Europea, Stati Uniti, Gran Bretagna e Norvegia hanno fatto sapere che non daranno più nessun contributo economico per portare avanti l’accordo di pace attualmente in vigore, da loro considerato in gran parte ormai obsoleto anche perché è stato ripetutamente violato.

Si tratta dei paesi che più hanno contribuito anche finanziariamente al negoziato che ha portato all'accordo firmato nell'agosto del 2015 dal governo sud sudanese e dall'opposizione armata guidata dall'ex vicepresidente Riek Machar. Hanno poi sostenuto con rilevanti contributi economici la sua implementazione.

I paesi occidentali chiedono, in definitiva, che venga rivitalizzato l’accordo in vigore, o che ne venga negoziato uno nuovo, che tenga conto della situazione sul terreno del tutto diversa da quella esistente nel 2015 e fino agli scontri di Juba del luglio dell’anno scorso, che hanno fatto naufragare il governo provvisorio e diffuso la guerra civile anche nelle regioni dell'Equatoria e del Bahar el Gazal, con l’emergere di nuovi attori sia in campo politico che militare.

La posizione espressa ha suscitato immediate reazioni a Juba. Il ministro dell’informazione e portavoce del governo, Michael Makuei, che aveva dichiarato la volontà di partecipare agli sforzi dei paesi dell'Igad (l’organizzazione regionale attorno al cui tavolo si era svolto il negoziato) ma senza la partecipazione della maggior forza di opposizione armata, ha osservato che i paesi occidentali sono decisamente confusi nelle loro posizioni, sottolineando che hanno il dovere sostenere l’accordo che è frutto della loro mediazione.
(Reuters)

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