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lunedì 2 ottobre 2017

Las Vegas, spari sulla folla a un concerto country. Almeno 50 le vittime

«Cinquanta morti e almeno 200 feriti». Un bilancio destinato ad aggravarsi. La strage vicino al Mandalay Bay. La polizia riferisce di aver ucciso un sospettato, il killer «un residente locale». In azione la Swat. La fuga degli spettatori del concerto di musica country. È la più grave strage nella storia degli Stati Uniti.

Prima gli spari, poi il silenzio che cala sulla folla e poi le urla. Si è scatenato il terrore durante un concerto di musica country a Las Vegas, nei pressi del Mandalay Bay Casino, dove verso le dieci e mezza di domenica sera (le 7:30 del mattino in Italia) una o più persone hanno iniziato a sparare sulla folla facendo una strage mentre era in corsa l'esibizione «Route 91. Harvest» di Jason Aldean, famoso cantante Usa country.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 50 vittime e 200 feriti di cui molti gravi. Un bilancio destinato ad aggravarsi. Tra i feriti anche un agente fuori servizio che era al concerto insieme ad altri colleghi del dipartimento di polizia di Bakersfield. La polizia di Las Vegas ha confermato che c'erano «una o più persone armate in azione» all'interno o intorno al casino, ma ha poi specificato di non credere che ci siano altri killer in azione dopo che ha ucciso un sospettato, un residente della città. Una donna di origini asiatiche che avrebbe legami con l'aggressore poi ucciso è stata arrestata.

Le ultime notizie precisano che il killer avrebbe preso alloggio in una stanza del "Mandala Bay" al 32° piano e la lì avrebbe sparato con un mitra sulla folla che stava assistendo al concerto Country. La polizia conferma inoltre che non si tratta di terrorismo.

Dai filmati postati in rete si distinguono chiaramente gli spari di un'arma automatica (o più di un'arma) che ha sparato a lungo sulla folla. Decine di persone sono fuggite nel tentativo di mettersi al riparo. «Sembrava il rumore di fuochi di artificio», hanno riferito alcuni testimoni descrivendo i secondi iniziali della sparatoria Dalle prime immagini si notano anche almeno cinque corpi di persone a terra, apparentemente morte. Tra i testimoni dell'attacco anche la star di Instagram Dan Bilzerian che ha pubblicato un video nel quale fuggendo grida: «A questa ragazza hanno appena sparato in testa»

Mandala Bay Casinò
Il Mandala Bay si trova all'estremità meridionale di Las Vegas. Diverse fonti parlano di «due o tre uomini armati» che sparavano al 32esimo piano dell'edificio, situato sul Las Vegas Boulevard e che adesso è interamente circondato. Non è ancora chiara la dinamica. Secondo le prime testimonianze gli spari sarebbero arrivati dai piani alti dell'hotel. Lo riferiscono testimoni che affermano di aver visto i bagliori degli spari. La polizia invita a evitare l'area e a rimanere chiusi negli alberghi.

«Stiamo investigando su qualcuno che ha sparato, ancora attivo attorno al Mandala Bay Casino», ha twittato la polizia di Las Vegas. Parte della Strip è stata chiusa ed è stato bloccato il traffico aereo all'aeroporto McCarran di Las Vegas, che sorge poco distante dalla zona dei casinò. Rimangono isolati ancora gli hotel Mandalay Bay, Luxor e l'Excalibur Vegas con i clienti bloccati all'interno.
(Corriere della Sera)



I video della sparatoria





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domenica 23 luglio 2017

Texas, otto migranti sud americani morti in un camion stipato di clandestini

L'autocarro era parcheggiato in un centro commerciale di San Antonio, a pochi km. dal confine messicano. Questa notte, a San Antonio, in Texas, si è consumato quello che è l'ennesimo dramma dell'immigrazione clandestina negli Stati Uniti.

Nel rimorchio di un camion fermo nel parcheggio di un grande magazzino Walmart, infatti, la polizia ha rinvenuto i corpi senza vita di 8 persone (tra loro c'erano 2 bambini).

Nel camion sono state trovate altre 28 persone tra i quali diversi bambini, in 20 versano ora in condizioni molto gravi a causa della disidratazione. Una decina di altri migranti sono riusciti a fuggire e hanno fatto perdere le loro tracce.

I migranti, tutti sudamericani, erano chiusi nel cassone del camion e hanno viaggiato per alcuni giorni in condizioni drammatiche senza acqua, con poca aria e con temperature che in questi giorni hanno sfiorato i 40° gradi. L'autista del mezzo è stato arrestato. L'allarme è stato dato in seguito ad una segnalazione di un impiegato del centro commerciale.

"Pensiamo si tratti di traffico di esseri umani", ha detto il capo della polizia di San Antonio. Città che si trova solo a poche decine di chilometri dal confine messicano.

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martedì 1 dicembre 2015

Per non dimenticare chi era Rosa Parks

Rosa Parks
Rosa Parks (4 febbraio 1913 - 24 ottobre 2005) era una sarta di colore. Fu importante nella storia dell’uomo per i diritti civili dei neri. Il primo dicembre del 1955, in Alabama, nella città Montgomery, l’autista dell’autobus, su cui si trovava Rosa, le ordinò di cedere il suo posto a un passeggero bianco (perché così voleva la legge di segregazione dell'Alabama, ma lei rifiutò di alzarsi perché era stanca, non per il lavoro ma per le continue angherie che subiva la popolazione di colore all'epoca negli Stati del Sud.

Questo suo gesto che sembra piccolo, è stato in realtà di grande significato, perché Rosa è diventata così un simbolo del movimento per i diritti civili e un’immagine mondiale della lotta contro la segregazione razziale. Infatti lei quel giorno fu arrestata e da quel momento Martin Luther King, insieme al suo gruppo, lanciò una campagna di boicottaggio degli autobus di Montgomery, per esprimere all'opinione pubblica la protesta dei neri.

Questi eventi danno inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Lo stesso King scrive sull'episodio descrivendolo come "l'espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà", aggiungendo che Rosa "rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future".

Questa protesta durò ben 381 giorni ed ebbe successo. Dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi avvenimenti fecero iniziare numerose altre proteste in molte zone del paese. Per noi rappresenta un simbolo della discriminazione dei diritti civili dei neri.

Nel 1956, infatti, il caso della signora Parks arriva alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che decreta all'unanimità, incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell'Alabama. Da quel momento, Rosa Parks diventa un'icona del movimento per i diritti civili.

Oggi è quanto mai attuale tornare a parlare di lei e di tutta la lotta per l’uguaglianza tra neri e bianchi, poiché accadono avvenimenti gravi che ci fanno riflettere sulla nostra civiltà e sulla nostra convivenza tra uomini diversi.

Rosa Parks e Martin Luther King

Nel 1999 Bill Clinton consegna a Rosa Parks la Medaglia d'oro del Congresso americano


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