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venerdì 22 giugno 2018

Costa d'Avorio. Una ventina di vittime per le inondazioni ad Abidjan


È di almeno 20 morti il bilancio delle inondazioni che si sono abbattute nella notte tra il 18 e il 19 giugno su Abidjan. Tra le aree più colpite della capitale economica ivoriana c’è il comune di Cocody, dove la popolazione ha cercato rifugio suoi tetti delle case alluvionate, mentre decine di persone sono state accolte nella locale parrocchia “Sacra Famiglia”


Anche altre parrocchie hanno aperto le loro strutture per accogliere gli alluvionati, ma le stesse strutture ecclesiastiche hanno subito danni causati dalle piogge torrenziali. Sui social media sono sorti gruppi di preghiera e di sostegno per le vittime delle inondazioni di Abidjan. Le forti piogge si sono abbattute su Abidjan e dintorni dalle 23 del 18 giugno fino alle 6 del mattino del 19 giugno prendendo gli abitanti alla sprovvista.


Le condizioni climatiche però non sono le uniche responsabili del disastro. Sotto accusa infatti sono le scarse o del tutto inesistenti opere di scolo e di canalizzazione delle acque reflue e l’urbanizzazione selvaggia, specie in un’area come quella delle Riviera Palmeraie, facente parte del comune di Cocody, caratterizzata da un terreno sabbioso e argilloso, che non è in grado di assorbire grandi quantità di pioggia.
(Agenzia Fides)




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martedì 13 giugno 2017

Ghana e Costa d'Avorio, cala il prezzo del cacao e aumenta il lavoro minorile


Nella giornata mondiale contro il lavoro minorile, alcune ong impegnate in Ghana e Costa d’Avorio, hanno dichiarato che la diminuzione dei prezzi globali del cacao, non solo limita gli sforzi per abolire il lavoro minorile all'interno dei due paesi, ma aumenta anche il rischio di un maggiore sfruttamento dei bambini.

Per garantirsi adeguati mezzi di sostentamento, infatti, i familiari (principalmente coltivatori di cacao), percependo una diminuzione nei guadagni personali, sono costretti a ritirare i figli da scuola per mandarli a lavorare.

Ghana e Costa d’Avorio, che da soli forniscono più del 60% di provviste mondiali, sono stati colpiti duramente dalla brusca diminuzione dei prezzi che sui mercati mondiali ha causato il crollo di circa un terzo del valore dei titoli azionari del cacao, rispetto alla scorsa estate. Ciò comporta un abbassamento nel reddito familiare e un conseguente aumento del rischio di lavoro minorile, mettendo a rischio gli sforzi compiuti nei recenti anni per contrastare il mercato del lavoro minorile nelle piantagioni, un’attività talvolta di tipo schiavista in cui i bambini hanno lungi orari di lavoro, portano carichi pesanti, spruzzano antiparassitari e tagliano alberi utilizzando strumenti affilati.

Secondo i dati di International cocoa initiative (Ici), organizzazione che promuove la protezione dei bambini dal lavoro nelle piantagioni di cacao, già più di due milioni di bambini lavorano nell'industria di cacao in Ghana e Costa d’Avorio.
(Voice of Africa)

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lunedì 14 marzo 2016

Doppio attentato in Costa d'Avorio e in Turchia. Il paese africano colpito per la prima volta dall'integralismo islamico

Costa d'Avorio, attacco ai resort dei turisti occidentali: 16 morti. Rivendicazione jihadista. Uomini armati hanno sparato sulle persone in spiaggia nella località di Grand-Bassam.

Testimoni riferiscono che gli assalitori gridavano e facevano urlare "Allah Akhbar". Il governo: "Uccisi sei terroristi". Movimenti Al Murabitun e Al-Qaeda nel Maghreb islamico rivendicano attentato. Tra le vittime 4 europei, di cui un francese e un tedesco. Non ci sarebbero italiani coinvolti.

Sale a 16 morti, di cui 14 civili e 2 soldati, il bilancio dell'assalto alla spiaggia della località turistica Grand-Bassam, in Costa d'Avorio, a circa 40 km dalla capitale Abidjan, e molto frequentata dagli occidentali, che è stata attaccata da alcuni uomini col volto coperto e armati di kalashnikov e granate, arrivati sulla spiaggia dal mare.

Spiaggia di Grand-Bassan
Il presidente ivoriano Alassane Ouattara ha comunicato che le forze di sicurezza hanno "ucciso sei terroristi che hanno attaccato tre hotel". Secondo fonti della sicurezza, riportate da AfrikaTv, l'attentato è stato rivendicato dal movimento jihadista dell'Africa Occidentale Al Murabitun, lo stesso che aveva rivendicato l'attacco in Mali di pochi mesi fa. A quanto riporta Site, l'organizzazione americana che monitora i siti internet jihadisti, anche Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) ha rivendicato l'attentato.

Alcuni testimoni avevano riferito che gli assalitori, forse arrivati dal mare con una barca, gridavano "Allah Akhbar" (Dio è grande).

Quattro delle vittime sono europee e tra loro ci sono un francese e un tedesco. "È un attentato vigliacco" ha affermato in un comunicato il presidente francese François Hollande, che ha assicurato "pieno sostegno al governo ivoriano nella ricerca degli aggressori e nella lotta al terrorismo". Una trentina di persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Dieci sono in gravi condizioni e sono state portate via su un mezzo militare.

Attentato con auto-bomba ad Ankara
Turchia, autobomba a fermata dei bus nel centro di Ankara: 34 morti. Quasi contemporaneamente all'attentato in Costa d'Avorio nuovo terrore per le strade di Ankara, in Turchia. Un'autobomba con due kamikaze a bordo è esplosa vicino a una fermata dei bus nel centro della capitale: almeno 34 morti (tra cui due kamikaze) e 125 feriti, secondo fonti della sicurezza: "La deflagrazione è stata causata da un veicolo imbottito d'esplosivo vicino a piazza Kizilay". Delle vittime, 30 sono morte sul luogo dell'attacco e altre 4 mentre venivano trasportate in ospedale. Dopo lo scoppio, avvenuto alle 18:45, sono stati uditi spari, riferiscono fonti ufficiali della sicurezza.

Sospetti su PKK e sull'Isis. Il ministro degli Interni turco Ekfan Ala ha detto che le indagini sono in corso e alcune prove su presunte responsabilità sono già emerse. Poi ha assicurato: "Credo che le indagini si chiuderanno domani e riveleremmo il nome dell'organizzazione responsabile"

In pieno centro. L'espolsione è avvenuta tra il parco Guven e la piazza di Kizilay, a poca distanza anche da due fermate della metro, in una zona centralissima della capitale turca. Numerose macchine che si trovavano nei pressi del luogo dell'esplosione sono in fiamme. La zona è stata evacuata nel timore di un secondo attacco.
(la Repubblica)