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sabato 23 dicembre 2017

Affondato lo Ius Soli. Al Senato manca il numero legale e vince il Razzismo "italico"

Nuova seduta il prossimo anno, ma a quel punto il Presidente della Repubblica avrà già sciolto le Camere.


Non c’è il numero legale e si ferma l’esame del ddl sullo Ius Soli. Fermato subito dopo la richiesta del senatore Roberto Calderoli di verificare l’esistenza del numero legale, subito dopo che era iniziato l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo la verifica ha fissato la nuova seduta a martedì 9 gennaio, alle 17.

Tra gli assenti 29 senatori del Partito Democratico, tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle e quasi tutti i centristi. Calderoli si è già intestato i meriti dello stop al provvedimento.

Colpito e affondato. Morto e sepolto. Per me è una grande vittoria, perché sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo Ius Soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso

NON Voterò mai più PD "Partito Democratico", ma NON voterò neppure i "traditori" di quella sinistra a cui avevo affidato le mie speranze.

Un "Mondo vecchio è al tramonto" .. è l'alba di un "Mondo Migliore"



Articolo a cura di
Maris Davis

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lunedì 21 agosto 2017

Papa Francesco, Si allo Ius Soli e allo Ius Culturae

Anticipazione del messaggio che invierà per la giornata mondiale del migrante. Salvini attacca: "Volete la legge? Applicatela in Vaticano"

Al momento della nascita "va riconosciuta e certificata la nazionalità e a tutti i bambini, va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria". Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio (tema: 'Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati') prende esplicitamente posizione sullo Ius soli e manifesta appoggio anche allo Ius culturae in quanto chiede sia riconosciuto il diritto a completare il percorso formativo nel paese d'accoglienza.

Il Pontefice ricorda che la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo "Offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. A essi, occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria. Parimenti è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento. Nel rispetto del diritto universale a una nazionalità questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita"

Ma accogliere i migranti significa offrire loro "più ampie opportunità di un ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione", per esempio attraverso "corridoi umanitari", e "una prima sistemazione adeguata e decorosa" aggiunge papa Francesco. Occorre dunque anche "un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare".

"Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti. Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali"

Dietro tutto questo ci vuole però un cambio culturale, dice il Pontefice, e un'alleanza tra tutte le istituzioni. "Insisto ancora sulla necessità di favorire in ogni modo la cultura dell'incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le buone pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi. In conformità con la sua tradizione pastorale, la Chiesa è disponibile ad impegnarsi in prima persona per realizzare tutte le iniziative sopra proposte, ma per ottenere i risultati sperati è indispensabile il contributo della comunità politica e della società civile, ciascuno secondo le responsabilità proprie"

Ricorda ancora papa Francesco: "Durante i miei primi anni di pontificato ho ripetutamente espresso speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà. Si tratta indubbiamente di un 'segno dei tempi' che ho cercato di leggere, invocando la luce dello Spirito Santo sin dalla mia visita a Lampedusa l'8 luglio 2013. Nell'istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ho voluto che una sezione speciale, posta ad tempus sotto la mia diretta guida, esprimesse la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta"

Questo non vuol dire però abbassare la guardia sulla sicurezza, avverte Bergoglio. "Il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore Benedetto XVI, ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale. Di conseguenza, è necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera"

Dura la reazione della Lega alle parole del Papa. Con un post su Facebook il segretario Matteo Salvini, che comunque si professa cattolico, attacca: "Papa Francesco dice sì allo Ius soli. Se lo vuole applicare nel suo Stato, il Vaticano, faccia pure. Ma da cattolico non penso che l'Italia possa accogliere e mantenere tutto il mondo. A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare. Amen". E conclude con l'hashtag "#stopinvasione"
(la Repubblica)

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giovedì 15 giugno 2017

"Ius Soli", finalmente la legge in aula al Senato per l'approvazione definitiva

"Ius Soli", una legge per cancellare l'odio e l'insicurezza. "Questo provvedimento è un grande passo verso l'integrazione". Interessati 800.000 ragazzi "nati in Italia"


Buone le possibilità che venga approvata nonostante la preannunciata astensione dei 5 stelle e la agguerrita opposizione di Lega e Nord e destre. A favore la maggioranza di governo e tutte le sinistre. Il provvedimento introduce il principio dello "Ius Soli" temperato e dello "Ius Culturae" per i ragazzi che arrivano in Italia prima dei 12 anni. Non è una concessione ma è un punto di svolta antropologico e di dignità per l'Italia.

Chi è nato in Italia da un genitore immigrato, ma regolare, con un progetto di vita in Italia, diventa italiano dalla nascita. E lo stesso accadrebbe per chi è arrivato da bambino in Italia, piccolissimo o adolescente, ma studia in Italia. È la cultura italiana e lo stile di vita italiano che crea gli italiani. È il contrario dell'invasione. L’immigrato di seconda generazione sente già di avere tutti i sogni, le possibilità e i diritti dei suoi coetanei ma non è così, e resta sospeso tra due mondi. Questo spesso genera disagi burocratici ma soprattutto sofferenze e conflitti esistenziali.

A chi si oppone alla legge vorremo dire che la mancata integrazione crea insicurezza. Ogni discorso che divide la società tagliandola a pezzi ci mette tutti a repentaglio. Non è "buonismo", è una preoccupazione per la tenuta del tessuto sociale. Il "cattivismo" rende l'Italia più insicura perché crea muri di odio e risentimento. L’integrazione è garanzia di coesione del Paese. Lo “Ius soli temperato” sarebbe il primo e più grande provvedimento (a costo zero) di integrazione.

Rissa in aula e fuori dall'aula per l'approdo al Senato dello "Ius Soli"
Sui ragazzini nati in Italia da genitori stranieri si accende la rissa politica. Una rissa anche fisica. La legge sullo ius soli temperato è arrivata in aula al Senato per l’approvazione tra proteste e aggressioni. La ministra della Scuola Valeria Fedeli è stata medicata nell'infermeria di Palazzo Madama.

In precedenza le forze dell’ordine all'esterno del Senato avevano dovuto ricorrere agli idranti per fermare gli assalti di Casa Pound e Forza Nuova, gruppi neofascisti contrari alla concessione della cittadinanza italiana ai ragazzi nati o cresciuti in Italia da più di sei anni.

Il Ddl in discussione concede il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia purché uno dei due genitori sia in possesso di permesso di soggiorno lungo e residente nel nostro paese legalmente e in via continuativa da almeno 5 anni

Può acquisire la cittadinanza (su richiesta, mentre in altri Paesi è automatico) il minore nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima dei dodici anni purché abbia frequentato la scuola per almeno cinque anni. E ancora potrà chiedere la cittadinanza chi non ancora maggiorenne sia entrato in Italia e vi risieda da almeno sei anni e abbia frequento un ciclo scolastico (o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica).

Sullo ius soli in discussione il M5S, dopo la presa di posizione contraria sul blog di Beppe Grillo, ha deciso di astenersi, attirandosi le critiche della Caritas.

«La migrazione è stata sempre un argomento utilizzato dai vari partiti per promuovere percorsi politici ed anche elettorali. È avvenuta nel passato ed avviene anche oggi. Rispetto ai Cinque stelle, personalmente non ho mai ben capito quale sia la loro posizione rispetto al grande tema delle migrazioni e delle sue varie declinazioni. Anche in questo caso non è chiara la motivazione dell’astensione, sapendo che comunque è una questione contingente, importante sulla quale chiediamo comunque che ci sia un posizionamento. Speriamo che magari arrivi all'ultimo momento»

Questo ha detto a Radio Vaticana il responsabile immigrazione della Caritas, Oliviero Fori, in merito al ddl sulla cittadinanza. «Oggi non possiamo dire che chi nascerà in Italia automaticamente sarà, se la legge verrà approvata, cittadino italiano. Lo sarà a certe condizioni, ma questo per noi è già un grande passo verso una prospettiva che deve prendere definitivamente consapevolezza del fatto che la nostra è una società multiculturale e lo sarà sempre di più. Quindi deve attrezzarsi anche con una normativa adeguata»




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Articolo a cura di
Maris Davis

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domenica 12 febbraio 2017

Ius Soli. Seconde generazioni in piazza. "Siamo Italiani"

Al Pantheon il primo sit in del “febbraio della cittadinanza”. L'appoggio del ministro Delrio: “Battaglia giusta”. Chaouki: “Andremo anche da Mattarella

Sui passaporti dei figli degli immigrati, sopra lo stemma della Repubblica, c’è scritto: “Chi nasce o cresce in Italia è italiano”. Poi c’è un appello al Senato: “Rispondi!

Quei passaporti sono comparsi nel pomeriggio del 7 febbraio davanti al Pantheon a Roma, nel sit in promosso dalla campagna "l’Italia sono anch’io" e dal movimento Italiani senza Cittadinanza per chiedere a Palazzo Madama di approvare la riforma che renderebbe italiane anche per legge le seconde generazioni. La mobilitazione è permanente, ci saranno eventi al Pantheon ogni martedì pomeriggio, fino a una manifestazione nazionale fissata per il 28 febbraio.

Lo abbiamo chiamato "febbraio della cittadinanza" e chiediamo a tutti di darci sostegno. "Aspettiamo questa riforma da tanti anni e oggi ci ritroviamo ancora a dire che non vogliamo più essere fantasmi” ha detto Fatima Edith Maiga, 25 anni, una degli Italiani senza Cittadinanza scesi in piazza. È arrivata in Italia a 9 anni, è cresciuta a Reggio Emilia, sta prendendo a Roma una seconda laurea. Per la legge, più che un fantasma, è un’immigrata ivoriana.

Davanti al Pantheon, ed è un segnale importante, è arrivato anche il ministro Graziano Delrio, che quando era sindaco di Reggio Emilia fu portavoce della Campagna l’Italia sono anch’io. “Il governo accompagna, non si sostituisce al Parlamento. Però politicamente è giusto che questa battaglia venga portata avanti, anche dentro al Partito Democratico. Farò tutto quello che posso fare, ci tengo. C’è tempo per approvare la riforma prima delle elezioni, dobbiamo andare fino in fondo

La riforma arrivi subito in Aula, saltando il passaggio in Commissione” torna a chiedere Filippo Miraglia, vicepresidente dell’ Arci. “Il problema non sono i settemila emendamenti della Lega Nord, ma quello che vuole fare il Partito Democratico. Ha ancora la volontà politica di condurre in porto una riforma sulla quale ha trovato faticosamente alla Camera un accordo col Nuovo Centrodestra? Per la paura, infondata, di perdere consenso elettorale, il PD potrebbe allargare la distanza tra questi ragazzi e il loro Paese

Noi seconde generazioni possiamo costruire ponti, anche tra l’Italia e gli altri Paesi, ponti fatti di solidarietà, integrazione e comprensione reciproca. Il nostro è un messaggio di apertura per questo Paese, che è il nostro Paese. Io per diventare italiano ho dovuto rinunciare alla cittadinanza cinese, è stato doloroso ma ho scelto l’Italia” ha raccontato Marco Wong, di Associna, che ieri era nella delegazione ricevuta dal presidente Grasso Palazzo Madama.

Ci si muove su più fronti per arrivare al risultato. “Stiamo pensando di incontrare anche il presidente Mattarella” ha spiegato oggi Khalid Chaouki, il deputato del PD che insieme alla collega Milena Santerini (Democrazia solidale – CD), ha promosso un appello per la riforma della cittadinanza, sottoscritto da parlamentari, associazioni, artisti e scrittori.




Questa è una riforma di buon senso, riconosce un diritto sacrosanto di 800 mila figli di immigrati ma promuove anche una cittadinanza più consapevole, che unisce nascita in Italia e percorso scolastico. Possiamo togliere alibi a chi rivanga nelle zone d’ombra della ghettizzazione e sbattere la porta in faccia a chi specula sulla paura. È una battaglia di civiltà per dare all’Italia un’identità plurale e più forte grazie ai suoi nuovi cittadini

Siamo impazienti. Perdere questa occasione sarebbe un’enorme miopia politica. In questi anni i motivi per approvare la riforma non sono venuti meno, ma sono aumentati. Riguardano il presente, per la situazione di questi italiani di fatto ma non di diritto, ma anche una visione dell’Italia del futuro, che ha tutte le ragioni per pensare a un futuro insieme alla seconde generazioni e alla ricchezza che rappresentano


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Maris Davis

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giovedì 13 ottobre 2016

"Ius Soli". Basta ritardi, il Senato approvi la legge

"Ad un anno esatto dall'approvazione alla Camera, il disegno di legge è ancora fermo in Senato, bloccato da una valanga di emendamenti della destra, e quasi un milione di ragazzi e ragazze restano cittadini di serie B, in attesa di veder riconosciuti i loro diritti"

I nuovi italiani
È passato esattamente un anno da quando la Camera approvò le nuove norme sull'accesso alla cittadinanza italiana per i figli di genitori stranieri nati in Italia o cresciuti fin da piccoli nel nostro Paese. La parte migliore dell'Italia celebrò quel risultato come una storica conquista civile, che finalmente adeguava le nostre leggi alla mutata realtà sociale rappresentando un passo avanti concreto per la vita di tante famiglie, per i diritti e la coesione delle nostre comunità.

Ma dopo un anno tutto questo è solo "carta straccia" perché il disegno di legge è ancora fermo in Senato, bloccato da una valanga di emendamenti della destra, e quasi un milione di ragazzi e ragazze restano cittadini di serie B, in attesa di vedersi riconosciuti i propri diritti. Non possiamo tradire le attese di quei giovani. Le forze politiche di maggioranza devono affrontare con determinazione la questione e garantire una rapida approvazione della legge. In gioco non c’è solo la tutela di una minoranza ma il futuro di una società migliore e più giusta.

Sta riscuotendo successo tra i media la pagina Facebook “Italiani senza cittadinanza”, creata da una quindicina di figli di immigrati che non hanno la cittadinanza italiana, pur avendo vissuto da sempre in Italia ed avendo frequentato regolarmente le scuole. Tra i promotori anche il 23enne triestino Chouaib Bel Mouden "Siamo un gruppo di giovani immigrati tra i 20 ed i 25 anni che hanno sempre vissuto in Italia, frequentando le scuole italiane"

Circa un milione sono i minorenni, figli di genitori stranieri residenti regolarmente in Italia, nati in Italia, italiani in tutto e per tutto, ma non per la legge

Infatti la legge n. 91 del 1992 che regola la cittadinanza italiana, non riconosce l'acquisizione della cittadinanza per lo "Ius Soli" (sei cittadino italiano se nasci in Italia), perché in Italia prevale lo "Ius Sanguinis" (acquisisci la cittadinanza dei tuoi genitori anche se nasci in Italia).

Attualmente, questi minorenni nati in Italia da genitori stranieri potranno chiedere la cittadinanza italiana solo al compimento del 18° anno di età attraverso un complicato e costoso iter burocratico, dimostrando di aver vissuto ed essere sempre rimasti residenti in Italia ininterrottamente, fino ad allora devono rinnovare il permesso di soggiorno assieme ai genitori. Sono bambini e ragazzi che "rischiano" di perdere il diritto alla cittadinanza italiana solo per una gita scolastica fatta all'estero.

Se i loro genitori, per qualsiasi motivo dovessero perdere il permesso di soggiorno per qualsiasi motivo o intoppo, rischierebbero di essere espulsi verso un paese straniero che non conoscono e nel quale non ci sono mai stati.

Sono bambini e ragazzi che parlano italiano, anche con inflessioni dialettali, sono integrati, partecipano alla vita sociale dei luoghi in cui vivono, vanno a scuola esattamente come i loro coetanei "italiani". Ma loro, nati in Italia non sono italiani solo perché i loro genitori sono "stranieri". Ecco queste sono le seconde generazioni di migranti.

Secondo un sondaggio ISPSOS il 64% degli italiani è "molto favorevole" allo Ius Soli, e a questa percentuale si aggiunge anche un ulteriore 15% "abbastanza favorevole". Una percentuale decisamente alta, una realtà del tutto diversa da quella che certi razzisti e pseudo-razzisti vorrebbero farci credere.

Siamo duri, durissimi, con i figli degli immigrati "regolari" nati in Italia e morbidi, troppo morbidi, con i clandestini che arrivano irregolarmente in Italia.

La legislazione italiana attualmente in vigore sulla cittadinanza è quella più rigida tra tutti i paesi europei. Una legislazione che non permette il diritto di cittadinanza nemmeno ai maggiorenni che hanno frequentato regolarmente le scuole italiane. Una legislazione al limite della violazione dei diritti umani.

La proposta di uno "Ius Soli temperato", si può diventare cittadini italiani dopo aver frequentato almeno un ciclo scolastico, ci è sembrato un buon punto di mediazione, ed è quello che prevede il disegno di legge approvato esattamente un anno fa alla Camera, ma ancora fermo al Senato

Il 13 ottobre 2015 la Camera dei Deputati ha approvato con 310 sì, 66 no e 83 astenuti il disegno di legge "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza" .. "Ius Soli temperato"

Attualmente la legge è ferma al Senato impantanata tra veti incrociati e ostruzionismo delle opposizioni che non vogliono l'approvazione della riforma sulla cittadinanza.

Si allo Ius Soli
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Articolo a cura di
Maris Davis


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