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martedì 26 settembre 2017

È il Congo l'epicentro degli abusi sessuali dei Caschi Blu in missione


Oltre 700 denunce per abusi sessuali contro i caschi blu dell'Onu sono state presentate nella Repubblica del Congo rispetto ai 2.000 casi complessivi a livello mondiale: è quanto emerge da un'inchiesta dell'agenzia di stampa americana AP (Associated Press) durata un anno.

L'indagine sottolinea che, nonostante l'Onu prometta riforme da oltre 10 anni per far fronte a questa piaga, ancora non riesce a tener fede a molti degli impegni presi per fermare gli abusi o aiutare le vittime. 

L'agenzia di stampa scrive che i casi "spariscono" oppure vengono consegnati alle autorità dei Paesi di origine dei caschi blu sotto accusa, che "spesso non fanno niente"

La Repubblica del Congo, dove la portata degli abusi è emersa per la prima volta, è "l'epicentro" di questa crisi, commenta l'Associated Press. Ed è in Congo che le riforme "sono chiaramente venute meno"
(SWI swissinfo.ch)

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venerdì 26 maggio 2017

Orrore. Le Nazioni Unite eleggono il Sudan alla Vice-Presidenza per i Diritti Umani

L’organizzazione UN Watch, sede a Ginevra, fondata nel 1993 con lo scopo di monitorare che gli atti dell’Onu siano coerenti con i principi della sua carta costitutiva, ha condannato l’elezione del Sudan alla vice presidenza del comitato delle Nazioni Unite che supervisiona il lavoro delle Organizzazioni non governative (Ong) e degli attivisti che si occupano di diritti umani, in collaborazione con le Nazioni Unite stesse.

UN Watch sottolinea che il governo sudanese perseguita regolarmente organizzazioni ed attivisti che si occupano della tutela dei diritti umani, mentre il suo presidente, Omar al Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale per 10 capi di accusa, 3 dei quali per genocidio, per episodi avvenuti in Darfur, è ancora a piede libero.

Eleggere il Sudan per supervisionare il lavoro degli attivisti per i diritti umani all’Onu è come mettere una volpe a guardia di un pollaio, mentre si sta ancora pulendo la bocca dalle piume rimaste dopo l’ultimo pasto. Questa elezione è assurda e getta un’ombra sulla reputazione dell’Onu in generale

La maggioranza dei 19 membri del comitato è costituito da regimi e dittature ostili agli attivisti per i diritti umani. Tra gli altri, ne sono membri Iran, Turchia, Burundi, Cina, Russia e Pakistan.

Questo sottolinea fino a che punto questo comitato, che ha il potere di sospendere le credenziali Onu per i gruppi che si occupano di diritti umani, è stato sequestrato dalle peggiori dittature del mondo
(Canada Freepress)

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venerdì 12 giugno 2015

Infamia Caschi Blu, sesso in cambio di cibo

ONU, sesso in cambio di cibo, rapporto choc sui caschi blu. I servizi di investigazione interna delle Nazioni Unite rivelano abusi sessuali e ricatti dei peacekeeper sulla popolazione locale. Soprattutto in Congo, Liberia, Haiti e Sud Sudan.

Sesso in cambio di cibo, telefonini, scarpe e profumi. Secondo un rapporto choc dell’ONU condotto dall'OIOS, i servizi di investigazione interna del Palazzo di Vetro, i caschi blu hanno commesso "in modo abituale" abusi nei Paesi in cui sono stati schierati, pretendendo prestazioni sessuali in cambio di denaro o oggetti "lussuosi".

"Le prove emerse in due missioni di peacekeeping dimostrano che le richieste di prestazioni sessuali sono piuttosto comuni ma tenute sotto traccia". Le denunce di abusi sessuali sono 480 in un periodo compreso fra il 2008 e il 2013 e riguardano soprattutto le missioni nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia, Haiti, Sudan e Sud Sudan. Secondo il rapporto, inoltre, un terzo dei casi di sfruttamento e abusi coinvolge minori di 18 anni.

Lo scandalo degli abusi sui minori. Ad Haiti, ad esempio, ben 231 persone, che sono state appositamente intervistate, hanno ammesso di aver avuto "relazioni sessuali" con il personale di peacekeeping in cambio di "gioielli, scarpe, vestiti, biancheria intima, profumi, cellulari, televisioni e, in alcuni casi, laptop". Chi cercava di sottrarsi al commercio veniva ricattato.

A Monrovia (Liberia) un’indagine su 489 donne ha svelato che più di un quarto della popolazione femminile locale ha avuto scambi sessuali con i peacekeepers. Il documento punta il dito anche contro i civili che fanno parte delle missioni Onu. Malgrado rappresentino solo il 17% del personale, risultano coinvolti nel 33% delle accuse. Il rapporto finale, pubblicato lunedì, arriva a circa un mese dallo scandalo dei presunti abusi commessi dai soldati francesi sui minori nella Repubblica Centrafricana, accusati di aver stuprato anche bambini di nove anni.
(Corriere della Sera)