sabato 19 marzo 2011

Copperhead Road - Steve Earle (1988)

Steve Earle è il primo dei cinque figli di Barbara e Jack Earle, un controllore del traffico aereo. Una leggenda, peraltro mai confermata, racconta che al momento della nascita i suoi piedi vennero appoggiati su una zolla di terra del Texas fatta pervenire appositamente dai nonni, affinché, sebbene nato in Virginia, fosse texana la terra che avrebbe per prima toccata.


Anche se i genitori si trasferivano spesso all'interno degli Stati Uniti durante la sua infanzia, egli passò gran parte della sua vita scolastica a Schertz, nel Texas; tuttavia, abbandonò gli studi all'inizio delle scuole superiori e si trasferì a Houston per riuscire ad imparare di più sull'industria musicale e provare a seguire la sua passione per la chitarra, che aveva iniziato a suonare all'età di 11 anni.

Steve Earle è stato sposato sette volte, di cui due con la stessa donna (Lou-Ann Gill) ed è padre di tre figli avuti da tre madri diverse. Dal 2005 è sposato con la cantante country Allison Moorer.

Nel corso della sua vita non sono mancati momenti difficili, come quando nel 1993 venne arrestato e condannato per possesso ed uso di sostanze stupefacenti, venendo rilasciato sulla parola nel 1994; probabilmente questo fatto gli ha salvato la vita, costringendolo a seguire un programma di disintossicazione che gli ha consentito di "uscire dal tunnel".


Copperhead Road è una canzone country rock pubblicata nel 1988. Racconta di un veterano della Guerra del Vietnam, rampollo di una famiglia benestante che torna a casa verso Johnson County, Tennessee (Copperhead Road è una strada reale vicino Mountain City, Tennessee, anche se da allora è stata ridenominata come Copperhead Hollow Rd... un cambio di nome dovuto al furto di segnali stradali recanti il nome del brano). La canzone ha anche ispirato una danza popolare.


Altre canzoni di Steve Earle parlano di politica: attacca la guerra alla droga, e la canzone "Snake Oil" paragona l'allora presidente Ronald Reagan a un uomo in viaggio e richiama l'attenzione alla sua "eredità di inganno creativa". "Johnny Come Lately", eseguita con The Pogues, mette a confronto l'esperienza dei militari americani che hanno combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale con quelli della guerra del Vietnam, ed evidenzia la così diversa accoglienza che hanno avuto i reduci al loro ritorno a casa. La canzone "Back to the Wall" è invece contro la povertà.

Copperhead Road su YouTube
Anni '80 e dintorni...




Eagles - Hotel California (1977)

Il testo della canzone descrive l'Hotel California come una struttura di gran lusso dove .. you can check out any time you like but you can never leave .. vale a dire "puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai". Apparentemente la canzone narra la storia di un viaggiatore stanco che rimane intrappolato in un albergo terrificante, che all'inizio sembrava invitante e accogliente. La canzone generalmente è interpretata come un'allegoria dell'edonismo e dell'auto-distruzione dell'industria musicale della California del sud nella fine degli anni settanta; Don Henley l'ha definita "la nostra interpretazione della bella vita a Los Angeles" e in seguito ha replicato "é essenzialmente una canzone sull'oscura vulnerabilità del sogno americano, che é qualcosa che conosciamo bene".


Testo Tradotto
Su un'autostrada buia e deserta, con il vento fresco tra i capelli
un caldo profumo di colitas, si solleva nell'aria
più avanti in lontananza, vidi una luce scintillante
la mia testa divenne pesante e la mia vista si indebolì
dovetti fermarmi per la notte.
Lei stava sulla soglia
ed io udii il campanello d'allarme
mentre pensavo tra me
'potrebbe essere il paradiso o potrebbe essere l'inferno'
poi lei accese la candela e mi mostrò la strada
si udivano nelle voci nei corridoi
e credevo che dicessero....
Benvenuto all'Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
ci sono tante camere all'Hotel California
in ogni momento dell'anno puoi trovarne una.
La sua mente è perversa, ha le curvature di una Mercedes
ha tanti bei ragazzi che chiama amici
danzano nel cortile, sudati per la dolce estate
alcuni danzano per ricordare, altri per dimenticare.
Chiamai il Capitano,
'Per favore, mi porti del vino',
lui disse 'non abbiamo quel tipo di bevanda dal 1969'
ed ancora quelle voci si facevano udire da lontano
ti svegliavano nel mezzo della notte
solo per sentirle sussurrare...
Benvenuto all'Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
si stanno divertendo molto all'Hotel California
che bella sorpresa, ti porge le sue scuse.
Specchi sul soffitto
champagne rosato sul ghiaccio
e lei disse
'Noi siamo tutti prigionieri del nostro nuovo congegno'
e nella camera del padrone
si sono raccolti per il banchetto
lo trafiggono con i loro coltelli in acciaio
ma non possono uccidere la bestia.
L'ultima cosa che ricordo
è che stavo correndo verso la porta
cercai il passaggio che mi riportasse
indietro nel posto in cui ero prima
'Rilassati' disse l'uomo della notte
noi siamo programmati per ricevere
tu puoi lasciare l'albergo quando vuoi,
ma non potrai mai abbandonarci.


Anni '80 e dintorni..







martedì 15 marzo 2011

Al Bano dedica il brano di San Remo alle "Ex-Ragazze di Benin City"


"Amanda è libera" la canzone presentata all'ultimo Festival di Sanremo da Albano Carrisi (arrivata 3ª) è ispirata ad un fatto realmente accaduto in Italia, l'omicidio di una ragazza nigeriana di 28 anni. Doris Iuta, Arrivata in Italia con la promessa di un lavoro, costretta poi invece a prostituirsi, e infine uccisa alla vigilia di Pasqua nel marzo 2008 in una strada provinciale vicino a Livorno.

Un brano non solo contro la violenza sulle donne, ma contro la violenza verso tutto il genere umano.

È anche la mia storia, è la storia di tante ragazze nigeriane.. molte di loro brutalmente violentate, e magari uccise perché si vogliono ribellare, e a volte anche "stuprate" da clienti violenti che vanno a "puttane" solo per derubare il loro misero "incasso".

Grazie Al Bano, ti voglio bene perché hai evidenziato un problema che esiste ancora e non avrà fine, se persone come te non lo denunciano e sensibilizzano la gente. E complimenti, è anche una bella canzone..

AMANDA E’ LIBERA (Al Bano Carrisi, F. Berlincioni, A. Paoletti)

Nell’aria tiepida della periferia
Amanda è libera piena di fantasia
sembra più piccola degli anni che lei ha
curva come una virgola di una frase a metà
occhi che sognano giorni di libertà
una speranza che sembra un’eternità
branco di uomini ricchi d’infamità
promesse solite che Amanda non sa
Amanda è libera come una rondine
sopra le nuvole della sua ingenuità
Amanda è libera, serena e fragile
ora può ridere, è giusto alla sua età…
ora può vivere nella nuova realtà
Amanda è un «numero», l’han messa in regola
lungo l’asfalto che è nero di povertà
notti di Venere, piene di oscenità
giorni di cenere senza più dignità
Amanda è libera dentro una lacrima
che bagna l’anima e la sua ingenuità
Amanda è libera solo nell’anima
dentro una macchina che più strade non ha
Amanda è immobile sembra sorridere
a chi si ferma lì chiedendosi: PERCHE’?
Amanda è un angelo che amava vivere
Amanda è un angelo di un volo a metà
Amanda è un angelo che amava vivere
Amanda è un angelo di un volo a metà


La Storia di Doris Itua
Doris Itua (2008) - "Amanda"
Cadavere nel bosco. Il corpo senza vita l'ha trovato un'amica nel pomeriggio di Pasqua del 2008. Era rannicchiata in posizione quasi fetale nel boschetto fra Nugola e Castell'Anselmo lungo la provinciale per Collesalvetti in Provincia di Livorno.

Massacrata a colpi di coltello (tredici secondo l'autopsia) il giorno prima. 48 ore senza nome. L' identificazione arriva solo due giorni più tardi, anche l'amica che divideva con lei l'appartamento a Pontedera dice di conoscerne solo il soprannome: "Amanda". Si chiama Doris Iuta, 28 anni, nigeriana.

Abitava a Pontedera, arrivava in treno alla stazione di Livorno e andava in autostop fino al luogo in cui attendeva i clienti. Idem al ritorno, grossomodo al tramonto. Il telefonino. Il cellulare della vittima non viene trovato accanto al cadavere. Inizialmente gli inquirenti ammettono molta importanza all'apparecchio perché pensano che dai tabulati delle telefonate si possa ricostruire il giro di clienti.

Quel cellulare viene ritrovato agli inizi di maggio nelle mani di un commerciante livornese (che però la polizia ritiene estraneo a ogni coinvolgimento). Finisce così in trappola chi gliel'ha venduto. L'omicida. Ad uccidere Doris è stato Alessio Nigrì, 24 anni, operaio, livornese per l'anagrafe ma abitante a Luciana, nei pressi di Fauglia (Pisa), emerge che l'ha uccisa per rapinarla. Gli trovano un coltello cinese, l'esame del dna conferma che il sangue sulla doppia lama è quello della ragazza nigeriana.

Il processo. Nel gennaio 2009 in primo grado (con rito abbreviato) il giudice condanna a 30 anni l'operaio livornese, niente perizia psichiatrica, anzi pena più severa perfino di quanto aveva chiesto il PM. Dieci mesi dopo però, in appello, la condanna viene ridotta a 18 anni.

lunedì 14 marzo 2011

Da restare a bocca aperta .. nel segno del numero 11

  • New York City ha 11 lettere,
  • Afghanistan ha 11 lettere,
  • Ramsin Yusef (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere,
  • Geroge W Bush ha 11 lettere.

Questa può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante.
  • New York è lo Stato americano numero 11,
  • Il primo aereo che si schiantò era il volo numero 11,
  • Il volo numero 11 aveva 92 passeggeri (9+2=11),
  • Anche il volo 77 si schiantò (questo contro il Pentagono) e portava 65 passeggeri (6+5=11),
  • La tragedia accadde l'11 settembre ovvero il 9/11 (9+1+1=11),
  • Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia degli Stati Uniti 911 (9+1+1=11).

Pure coincidenze, o solo forzature di qualche buontempone? Ancora...
  • Il numero delle vittime che si trovano sugli aerei fu 254 (2+5+4=11),
  • Le vittime degli attentati in totale furono 2974 (2+9=11 e 7+4=11),
  • l'11 settembre è il giorno 254 di calendario (il nostro), di nuovo 254 (2+5+4=11),
  • Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 11.3.2004 (io al tempo ero proprio a Madrid e mi ricordo come fosse oggi), comunque ancora (1+1+3+2+4=11),
  • La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo quella di New York (9+1+1=11).

A parte i numeri, il numero 11 in particolare, ora la cosa diventa ancor più misteriosa e intrigante. Uno dei simboli più conosciuti negli Stati Uniti,dopo la bandiera a "Stelle e Striscie", è l'Aquila.

La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro Sacro islamico. "Perché è stato scritto che il figlio dell'Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell'Aquila si sentirà in tutte le terre di Allah, mentre alcuni tremeranno di disperazione. Però in fondo si rallegreranno, perché la forza dell'Aquila pulirà le terre di Allah e ci sarà pace".
Questa è la strofa 9.11 (9+1+1=11) del Corano, (solo una coincidenza ??)

La forza dell'Aquila (ovvero l'America), si sentirà in tutte le terre di Allah (guerra dell'Afghanistan e poi dell'Iraq, e mettiamoci pure i nuovi sconvolgimenti in nord Africa). Speriamo solo che vada a finire come dice il Corano ... e ci sarà pace.

Ultima curiosità, un piccolo esperimento da fare
  • Aprire microsoft Word,
  • Scrivere maiuscolo Q33 NY (il numero del volo del primo aereo che si schiantò contro le torri gemelle) e selezionare,
  • Cambiare la dimensione del carattere a 48,
  • Cambiare il carattere a WINGDINGS.
  • Apparirà un aereo che vola verso due torri, a seguire il simbolo della morte. Solo una coincidenza ??

Provare per credere
Non sono una persona che crede a certe "cose" o a strane coincidenze, la mia è una semplice curiosità dettata da una foto che ho visto girare su facebook, in ogni caso allego due articoli, uno è di un blog che parla di "Antibufala 9/11" ed quindi assolutamente non ci crede, e anzi denuncia il fatto che tutto questo è stato fatto circolare ad arte. E poi c'è la storia vera degli attentati di New York, così come vengono descritti su Wikipedia.

Allegati
Antibufala 9/11 - Vai all'articolo
Attentati 11 settembre New York - Guarda su Wikipedia


AGGIORNAMENTI a seguito del disastroso Terromoto in Giappone che, guarda caso, è accaduto il giorno 11 marzo 2011, stessa data degli attentati di Madrid nel 2004.

Ecco un articolo del TGCom (non un notiziario qualsiasi), articolo che mi è stato segnalato da Stephanie Bortolussi a cui dico Grazie.
La maledizione del numeo 11 di Luca Rigamondi (TGCom)




Articolo a cura di
Maris Davis


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