domenica 27 marzo 2011

Fernando - ABBA (1976)


Fernando non era in origine una canzone scritta e studiata per la band, quanto per Anni-Frid Lyngstad, che la incise nel suo album da solista Frida ensam nel 1975. Fu scritta da Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Stig Anderson, con il titolo provvisorio di Tango e la sua registrazione era in preparazione già nell'agosto 1975.

La versione svedese della canzone fa riferimento ad un uomo di nome Fernando e alla sua ex-ragazza che lo lasciò molto tempo addietro. Il singolo ottenne uno strepitoso riscontro in Scandinavia, saldandosi alla prima posizione della classifica svedese per dieci settimane. Gli ABBA pensarono allora di registrarne una nuova versione in inglese, distribuendola dapprima in Europa (27 marzo 1976), poi nuovamente in Scandinavia (12 aprile) e infine in Nord America (4 settembre).
Per quanto gli autori premisero di non riferirsi ad alcuna specifica guerra o periodo storico, la frase Since many years I haven't seen a rifle in your hand (italiano "Da molti anni non ti vedevo imbracciare un fucile"), inclusa nella versione in inglese, diede adito a credere che la scena si svolgesse durante la rivoluzione messicana (il che spiega il riferimento al Rio Grande all'interno del testo). Un'altra ipotesi sostiene che Fernando fosse parte della Brigata Internazionale durante la guerra civile spagnola. Ne esiste inoltre una versione in spagnolo dallo stesso titolo.

Fernando (English Version) - ABBA

Fernando (Versión Española) - ABBA

sabato 26 marzo 2011

Enola Gay - O.M.D. (1980)

Enola Gay è il nome del bombardiere  B-29 Superfortress che il 6 agosto  1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò sulla città giapponese di Hiroshima  la prima bomba atomica della storia ad essere stata utilizzata in guerra, soprannominata Little Boy. A causa del suo ruolo nei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, il suo nome è stato sinonimo della controversia sui bombardamenti stessi. Enola Gay è il nome della madre del pilota, Paul Tibbets.
Nel 1994, l'aereo ottenne una maggiore attenzione nazionale negli Stati Uniti quando una mostra della Smithsonian Institution al National Air and Space Museum di Washington fu modificata a causa di una contestazione sui contenuti storici dell'esposizione. Dal 2003, Enola Gay è in mostra nello Steven F. Udvar-Hazy Center presso l'aeroporto internazionale di Dulles, in Virginia.

Storia
Bombardamento di Hiroshima
Enola Gay con equipaggio. Paul Tibbets al centro e, alla sua destra, Theodore Van Kirk.
L'Enola Gay (B-29-45-MO, numero di serie 44-86292, victor number 82) venne assegnato al 393º squadrone bombardieri, 509º Gruppo Composito dell'USAF, e volò la missione del 6 agosto partendo da Tinian, una grande isola con diverse basi aeree USAF nell'arcipelago delle Isole Marianne. L'aereo era uno dei quindici B-29 con l'ultima modifica "Silverplate", necessaria a sganciare ordigni atomici. L'Enola Gay venne costruito dalla Glenn L. Martin Company nello stabilimento di Omaha, Nebraska, in quella che oggi è la Offutt Air Force Base, e selezionato personalmente dal colonnello Paul Tibbets, comandante del 509º Gruppo Composito il 9 maggio 1945, quando era ancora sulla linea di assemblaggio, come il B-29 che avrebbe utilizzato per la missione dello sgancio della prima bomba atomica.
L'aereo venne accettato dall'United States Army Air Forces (USAAF) il 18 maggio 1945 e assegnato all'equipaggio B-9 (capitano Robert Lewis, comandante dell'aereo), che pilotò l'aereo da Omaha alla base del 509º al Wendover Army Air Field, nello Utah, il 14 giugno 1945. Tredici giorni dopo lasciò Wendover per Guam, dove venne modificata la stiva delle bombe, e proseguì per Tinian il 6 luglio. Gli venne assegnato il victor number 12, che venne in seguito cambiato in 82. Dopo aver compiuto otto missioni di addestramento e due di combattimento in luglio, l'aereo venne usato il 31 luglio in una prova della missione vera e propria, con una finta "Little Boy" che venne sganciata al largo di Tinian.
Il 5 agosto 1945, durante i preparativi per la prima missione atomica, Tibbets diede all'aereo il nome di sua madre, Enola Gay Tibbets (1893-1983, che portava quel nome da una eroina di un romanzo). Secondo Gordon Thomas e Max Morgan-Witts, il comandante regolarmente assegnato dell'aereo, Robert Lewis, era scontento di venire scavalcato da Tibbets per questa importante missione, e si infuriò quando arrivò davanti all'aereo la mattina del 6 agosto e lo vide dipinto con il nuovo nome. Lo stesso Tibbets, intervistato a Tinian alla fine di quel giorno da un corrispondente di guerra, confessò di sentirsi un po' imbarazzato per aver associato il nome di sua madre a una missione così fatidica.
La missione su Hiroshima venne descritta come impeccabile dal punto di vista tattico, e l'Enola Gay ritornò senza inconvenienti alla sua base di Tinian. Il primo bombardamento atomico venne seguito tre giorni dopo da quello di un altro B-29 (Bockscar), pilotato dal maggiore Charles W. Sweeney, che sganciò un secondo ordigno nucleare, denominato "Fat Man", su Nagasaki. La missione su Nagasaki, per contro, è stata descritta come tatticamente errata; anche se raggiunse i suoi obiettivi, andò incontro a diversi errori di esecuzione e Bockscar ebbe a malapena il carburante necessario per un atterraggio di emergenza a Okinawa. In quell'occasione, l'Enola Gay, pilotata dal B-10 (capitano George Marquardt, comandante dell'aereo, era il velivolo di ricognizione meteorologica per Kokura.

Storia successiva
Il 6 novembre 1945, Lewis riportò l'Enola Gay negli Stati Uniti, atterrando alla nuova base del 509º squadrone Roswell Army Air Field, New Mexico, l'8 novembre. Il 29 aprile 1946, l'Enola Gay abbandonò Roswell come parte dell'Operation Crossroads e volò a Kwajalein il 1º maggio. Non fu scelto per effettuare il test di sgancio all'Atollo di Bikini e abbandonò Kwajalein il 1º luglio, il giorno stesso del test, e raggiunse il Fairfield-Suisun Army Air Field, California, il giorno seguente.
La decisione venne presa per preservare l'aereo e il 24 luglio 1946 fu spostato alla Davis-Monthan Air Force Base, Arizona, al fine di prepararlo per il deposito. Il 30 agosto la proprietà del velivolo fu trasferita allo Smithsonian Institution e fu rimosso dall'inventario USAAF; da allora venne immagazzinato provvisoriamente in una serie di posizioni:
  • 1º settembre 1946, Davis-Monthan AFB
  • 3 luglio 1949, Orchard Place Air Field, Park Ridge, Illinois, pilotato qui dal generale Tibbets per accettazione dallo Smithsonian.
  • 12 gennaio 1952, Pyote Air Force Base, Texas, spostato dopo che la posizione di O'Hare's fu confermata
  • 2 dicembre 1953, Andrews Air Force Base, Maryland
  • 10 agosto 1960, lo smontaggio all'Andrews fu iniziato da personale dello Smithsonian
  • 21 luglio 1961, i componenti furono trasportati al centro di deposito dello Smithsonian a Suitland, Maryland.
La ristrutturazione iniziò definitivamente il 5 dicembre 1984 al Centro di Preservazione, Ristrutturazione e Deposito "Paul E. Garber" di Suitland.

Sviluppi recenti
L'Enola Gay è oggi allo Steven F. Udvar-Hazy Center.
L'Enola Gay si trovò al centro di una controversia allo Smithsonian Institution nel 1994, quando il museo mise in mostra la sua fusoliera come parte dell'esposizione che commemorava il cinquantenario del bombardamento atomico di Hiroshima. L'esposizione, "The Crossroads: The End of World War II, the Atomic Bomb, and the Cold War" venne preparata dal National Air and Space Museum dello Smithsonian e allestita attorno a una versione restaurata dell'Enola Gay. I critici, in particolare l'American Legion e la Air Force Association, accusarono che l'esposizione si concentrava troppo sulle vittime della bomba, invece che sui motivi che portarono al bombardamento o sulla discussione del ruolo che ebbe nel porre fine alla guerra. L'esposizione portò all'attenzione nazionale molte durature questioni accademiche e politiche, legate a visioni retrospettive del bombardamento, e alla fine, dopo tentativi di rivedere l'esposizione in modo da soddisfare i vari gruppi in competizione, la stessa venne annullata il 30 gennaio 1995, anche se la fusoliera andò comunque in mostra. Il 18 maggio 1998 la fusoliera venne restituita alla Garber Facility per il restauro finale.
Da allora l'intero aereo è stato restaurato per esposizioni statiche ed è attualmente uno dei principali pezzi in mostra al National Air and Space Museum nei pressi dell'Aeroporto Internazionale Dulles. Come conseguenza della controversia citata in precedenza, i pannelli informativi attorno all'aereo riportano solo gli stessi succinti dati tecnici comuni agli altri aerei presenti nel museo, senza discussione delle questioni controverse. L'aereo è protetto con vari mezzi per impedire una ripetizione dei vandalismi che vennero tentati contro di esso la prima volta che venne messo in mostra.
Le quattro eliche in alluminio, che vennero usate durante la missione di bombardamento per risparmiare peso, sono finite alla Texas A&M University. Una di queste, ridotta a 3 metri, fornisce la spinta per la galleria del vento a bassa velocità Oran W. Nicks. Un motore elettrico da 1250 kVA fornisce una rotazione costante (900 RPM) e l'inclinazione delle pale dell'elica (passo) viene variata per controllare la velocità del vento (fino a 320 chilometri orari) nel tunnel.

Equipaggio della missione.
L'equipaggio dell'Enola Gay nella missione del 6 agosto 1945 era composto da dodici persone:
    * Colonnello Paul W. Tibbets, Jr., pilota
    * Capitano Robert Lewis, copilota
    * Maggiore Thomas Ferebee, bombardiere
    * Capitano Theodore Van Kirk, navigatore
    * Tenente Jacob Beser, contromisure radar (l'unico a volare anche nel bombardamento di Nagasaki)
    * Capitano William Sterling "Deak" Parsons, responsabile armamenti
    * Sottotenente Morris R. Jeppson, assistente del responsabile armamenti
    * Sergente Joe Stiborik, radar
    * Staff Sergeant Robert Caron, mitragliere di coda
    * Sergente Robert Shumard, assistente ingegnere di volo
    * Private First Class Richard Nelson, operatore radio
    * Technical Sergeant Wyatt Duzenberry, ingegnere di volo
    * Ufficiale Claude Robert Eatherly responsabile della verifica delle condizioni meteorologiche

Nella musica.
In musica ci sono svariati riferimenti a quest'aereo; le canzoni parlano della seconda guerra mondiale o fanno un gesto d'accusa nei confronti dello sganciamento della bomba atomica. Tra queste:
  • Un brano del secondo album del gruppo Orchestral Manoeuvres in the Dark, intitolato Enola Gay, con riferimento all'attacco di Hiroshima.
  • Un brano degli italiani Innato senso di Allergia.
  • Il gruppo power metal tedesco Grave Digger ha inciso il brano Enola Gay (drop the bomb) nel loro terzo album, War Games.
  • Il gruppo heavy metal inglese Iron Maiden ha menzionato l'Enola Gay nel brano Tailgunner sul loro album No Prayer for the Dying.
  • Un brano del gruppo musicale italiano, i Nomadi, ha dedicato all'ufficiale Eatherly Il pilota di Hiroshima
  • Un brano del gruppo thrash metal tedesco Sodom è intitolato Little Boy e parla appunto della bomba sganciata su Hiroshima.Il brano è presente nell' album M-16 uscito nel 2001.

Enola Gay - Orchestra Manouvres in the Dark (1980)

Il Pilota di Hiroshima - Nomadi (1985)


Fuori nel mondo chissà dove 

o su nel cielo fra gli eterni eroi, 
ma nel fondo di un profondo eterno 
vive un uomo vive il suo inferno. 
La sua bocca più non parla, 
le sue notti non le dorme più, 
sta nascosto dietro il suo pensiero, 
muore un uomo muore senza il vero. 
Il pilota di Hirioshima un duro 
alla maniera di John Wayne 
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra, 
ma negli occhi quel bimbo sulla terra. 
Fuori nel mondo chissà dove, 
nel riflesso del cielo nello stagno 
striscia ancora la scia di vapore 
del suo aereo e di quelle ore. 
Il pilota di Hirioshima un duro 
alla maniera di John Wayne 
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra, 
ma negli occhi quel bimbo sulla terra. 
Sente battere le ali, 
sente il freddo tutto intorno a sé, 
vede luce di luce più abbagliante 
di quel sole esploso in un istante

mercoledì 23 marzo 2011

Lambada - Kaoma (1989)

Lambada, conosciuta anche come Chorando Se Foi (Lambada) è il titolo di una canzone pubblicata nell'estate del 1989 dal gruppo francese Kaoma.
Il singolo, primo estratto dall'album del gruppo "World Beat", fu un successo mondiale, raggiungendo la prima posizione delle classifiche di undici paesi e raggiungendo la top 10 in moltissimi altri. Divenne tormentone estivo del 1989 e la danza che accompagnava la canzone, chiamata anch'essa Lambada, divenne un classico dei balli latini americani di coppia ballata ancora adesso e una delle canzoni in lingua portoghese più conosciute al mondo. In Italia la canzone fu presentata con gran successo all'edizione del Festivalbar  1989.
Il video della canzone è ambientato sulla spiaggia di Trancoso in Brasile. Protagonisti sono i piccoli ballerini Chico & Roberta.
IL BALLO
Lambada è il nome di un ballo brasiliano  omonimo della canzone Lambada. Si ritiene che la melodia nasca dalla musica zouk tipica delle Antille.
Si diffonde in tutto il mondo alla fine degli anni ottanta, quando la canzone Lambada, cantata in portoghese dal gruppo francese Kaoma, vende più di cinque milioni di dischi in tutto il mondo nel 1989. Lo strumento caratteristico utilizzato era il bandoneon.
È un ballo fortemente erotico dove le gambe dei due ballerini sono disposte in modo che una coscia di ciascuno dei due partner finga di sfregare sugli organi sessuali dell'altro partner durante la danza.
In realtà il vero autore della Lambada è il boliviano Ulises Hermosa Virreira, leader del gruppo "Los Kjarkas", morto di leucemia nel '92. Il titolo originale della canzone è "Llorando se fue".
In Italia la Lambada fu rilanciata nel 1992 dal fisarmonicista Roberto Giraldi in arte Castellina con una nuova versione realizzando anche dei videoclip dove si associò fortemente il suono del bandoneon ai passi di danza dei ballerini.
Nella seconda metà degli anni Ottanta nasce e si sviluppa in Brasile un nuovo ballo, pieno di ritmo e di passione, un irresistibile vortice di energia e sensualità che cattura l'attenzione delle coppie: la Lambada. Il fenomeno parte da Rio de Janeiro e dintorni, dalle spiagge di Copacabana passando per Sao Paulo, Santa Catarina, Porto Seguro, Bahia, Belo Horizonte e Porto Alegre, per arrivare a conquistare l'intero globo.
Nessuno può stare fermo quando la musica ha inizio: si danza, un fremito scuote le membra, mentre il pensiero vola lontano, verso notti di fuoco sull'Oceano Pacifico incantato dalla luna.
La Lambada, per quanto espressione moderna di corpi in movimento, discende in realtà da un'antica danza brasileira. La sua particolarità, rinnovando una tradizione millenaria, è l'estrema vicinanza dei due interpreti, che arrivano a toccarsi, entrando in contatto con varie zone del loro corpo, come braccia, gambe e addome. Molto erotico il passo principale, che vede la coscia dell'uomo infilarsi in mezzo alle gambe della donna, mentre le mani si sfiorano all'altezza dei volti o delle spalle. I fianchi si dondolano avanti e indietro, precedendo i movimenti delle gambe (questa è forse la parte più ostica da assimilare per i principianti).
Più di ogni altra cosa, la Lambada è improvvisazione: i ballerini, seguendo comunque uno schema di base, sono lasciati liberi di interpretare a proprio modo i movimenti, creando così infinite varianti.
Il ritmo consigliato per l'esecuzione ottimale della canzone è di 4/4, con una velocità che può arrivare fino a cinquanta battiti al minuto (nel ritmo quick-quick-slow).
Questo ballo arrivò in Europa nell'estate 1989: furono i francesi Kaoma a lanciarlo ed il successo fu enorme (cinque milioni di dischi venduti), anche se ci fu qualche polemica riguardante l'utilizzo della melodia, che sembrava appartenere ad un gruppo boliviano. In realtà si presume che la musica derivi dalla tradizione delle isole Antille, in particolare dalla musica zouk caratteristica di quei luoghi. Lo strumento tipico che accompagna l'esecuzione del brano è il bandoneon.
Il termine "lambada" deriva da un'espressione piuttosto oscura ed incerta nell'origine, mutuata dalla lingua portoghese ed utilizzata in Brasile: si riferisce al movimento ondulatorio di una frusta che schiocca, paragonabile alla scossa dei ballerini.
Storicamente, questo ballo così conturbante deriva dal Carimbò, un enorme tamburo africano in grado di riprodurre un suono altisonante ed ipnotico. Il Carimbò, inteso come ballo, fu importato infine in Brasile nel secolo XVI: esso, con delle contaminazioni di Salsa, Reggae e Merengue si è evoluto fino ad arrivare alla Lambada come oggi la conosciamo.
Questa danza coinvolgente e sonora ha segnato indelebilmente almeno un paio di stagioni, accompagnando l'estate dei più giovani, ma anche quella delle persone mature. Che piaccia o meno, la Lambada è entrata ormai nell'immaginario collettivo, nei balli popolari e nella tradizione dei popoli latino-americani. Impossibile pensare ad una sagra culinaria con la banda di paese senza l'esecuzione di questo piccolo grande capolavoro di ritmo e sensualità.

La Lambada (Video originale)


La Lambada (il ballo erotico)



I Kaoma (discografia e approfondimenti)
La Lambada (stesso articolo tra le mie note facebook)
Anni '80

lunedì 21 marzo 2011

Scarborough Fair (La Fiera)

LA FIERA
Durante il periodo medievale la località marittima di Scarborough era un importante punto di riferimento per i commercianti provenienti da tutto il Regno Unito. La cittadina era sede di un'esposizione commerciale che aveva inizio il 15 agosto e durava quarantacinque giorni, un periodo eccezionalmente lungo per una fiera, a quei tempi. I mercanti giungevano da ogni parte dell'Europa: Inghilterra, Norvegia, Danimarca, il Baltico e lmpero bizantino. La fiera di Scarborough nacque da uno statuto approvato dal re Enrico III d'Inghilterra il 22 gennaio 1253. Il documento, che conferì a Scarborough numerosi privilegi, stabiliva che i cittadini e i loro eredi avrebbero potuto tenere una fiera all'interno delle mura del paese; fiera che sarebbe iniziata con la Festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria e avrebbe avuto termine con la Festa di San Michael. Secondo il moderno calendario romano cattolico, le date corrispondevano al 15 agosto e al 29 settembre. Questa manifestazione attirò non solo commercianti: essi necessitavano di un luogo dove potersi rifocillare e amavano essere intrattenuti con giochi. Pertanto la fiera era affollata da compratori, venditori e i cosiddetti cercatori di divertimento. I prezzi erano stabiliti dalla regola dai e prendi, e i beni venivano scambiati con la regola del baratto. Testimonianze mostrano che dal 1383 il successo di Scarborough era destinato a crollare.
Nei primi anni del XVII secolo la concorrenza dei mercati e dalle fiere delle città vicine e la tassazione sempre più opprimente furono un duro colpo per la fiera, tanto che alla fine dovette essere abolita. Il mercato si riprese nuovamente nel XVIII secolo, ma a causa dell'accesa concorrenza, Scarborough Fair si spense definitivamente nel 1788. La tradizionale Scarborough Fair non esiste oggigiorno, sebbene si svolgano ancora alcune celebrazioni durante il mese di settembre per ricordare l'evento originale. Nel luglio 2006 Scarborough Fair fu testimone delle Medieval Jousting Competions, finanziate attraverso il patrimonio reale, in aggiunta alle usuali attrazioni.


LA BALLATA
La canzone narra la storia di un giovine che invita il lettore a domandare alla sua amata di svolgere per lui una serie di imprese impossibili; solo quando ella avesse portato a termine il compito sarebbe stata libera. Una delle immagini più famose è quella della donna che si vede costretta a preparare per lui una camicia senza poter usare ago e filo e quindi lavarla in un pozzo privo di acqua. Spesso la canzone è cantata come un duetto nel quale a sua volta la donna pretende dal suo amante una serie di prove e solo quando il ragazzo avrà finito potrà avere la sua camicia senza cuciture. Nonostante le versioni della ballata conosciuta come Scarborough Fair si limitano a raccontare la storia di questi improbabili accordi, sono state avanzate molte ipotesi riguardanti il suo significato. Una di esse riconosce la "sofferenza dovuta alla Peste" come fulcro di tutta la vicenda. Infatti, Scarborough Fair sembra derivare da una ballata scozzese più antica (ed ora sconosciuta) intitolata Il cavaliere elfo (The Elfin Knight), che si fa risalire al 1670, ma potrebbe essere addirittura anteriore. La ballata tratta di un elfo che minaccia una donna di diventare il suo amante a meno che lei non compia una durissima prova (For thou must shape a sark to me / Without any cut or heme, quoth he); ella risponde per le rime, con la sua lista di compiti da portare a termine. Da quando iniziò a diffondersi, la canzone fu adattata, modificata, e riscritta al punto che nel XVIII secolo esistevano dozzine di versioni diverse, nonostante solo un numero molto esiguo di queste siano cantate oggi. I riferimenti a Scarborough Fair e il ritornello parsley, sage, rosemary and thyme, si riferiscono ad alcune versioni del XIX secolo. Il ritornello in particolare richiama alcune immagini e addirittura sembra essere tratto dalla ballata Riddles Wisely Expounded.
Numerose versioni della canzone sono state incise o eseguite da artisti di musica pop e rock, la più celebre delle quali è probabilmente quella di Simon and Garfunkel.
In Italia la ballata è stata pubblicata da Angelo Branduardi nell'album Futuro Antico I del 1996. In questo album Angelo Branduardi parte alla scoperta di musiche medievali nell'ambito sia del sacro che del profano. I brani sono suonati con l'ensemble musicale Chominciamento di gioia, il tutto è diretto ed orchestrato con la collaborazione di Renato Serio.


Scarborough Fair - Simon and Garfunkel (1972)

Scarborough Fair - Mediæval Bæbes (2003)


Scarborough Fair - Angelo Branduardi (1996)