domenica 9 giugno 2019

Ragusa, fa prostituire la figlia di 13 anni. Madre arrestata

Gli abusi maturati in un ambiente di forte degrado. Individuati anche quattro "clienti", tra loro un novantenne.



Una madre che faceva prostituire la figlia 13enne in cambio di soldi o di altre utilità è stata fermata dalla polizia ad Acate, nel Ragusano, assieme a quattro "clienti" della ragazzina, di età compresa tra i 30 e i 90 anni. Da indagini della Squadra mobile coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, è emerso che la piccola aveva avuto rapporti sessuali con braccianti agricoli dopo che con loro aveva lavorato sui campi. I "clienti" fermati sono stati identificati attraverso intercettazioni telefoniche.

Gli abusi sono maturati in un ambiente degradato

La madre, una rumena, che non aveva spesso dove dormire ha offerto la figlia in cambio di un tetto, ma anche di soldi, vino, birra, sigarette o di una doccia. La bambina era così abituata ad avere rapporti sessuali con adulti che da poco tempo, hanno scoperto gli uomini della squadra mobile di Ragusa, si era anche "fidanzata" con un marocchino di 30 anni.

L'operazione "Greenhouse" coordinata dalla Procura di Catania è partita dalle indagini della Squadra mobile che nel corso di controlli finalizzati al contrasto del caporalato, aveva notato che quella bambina aveva degli atteggiamenti che non erano adeguati alla sua età. E approfondendo la storia familiare della ragazzina, il quadro che si è presentato agli inquirenti è apparso agghiacciante: la bambina era solita avere rapporti sessuali con uomini molto più grandi di lei.

La ragazzina aveva rapporti sessuali con braccianti agricoli nord africani, rumeni e italiani. Qualche volta conosceva quegli uomini nelle serre dove nonostante l'età lavorava, o in qualche locale. Poi le intercettazioni, tra la bambina e la mamma, e la scoperta: la piccola aveva rapporti sessuali con uomini di ogni età. Era spesso la mamma ad accompagnarla in casa di un anziano per il quale faceva la domestica.

Tutti sapevano, ma nessuno ha mai parlato

"Tutti sapevano che la piccola andava con i colleghi di lavoro ed invece di denunciare anche anonimamente si giravano dall'altra parte o peggio la cercavano per avere anche loro rapporti sessuali. Tutti sapevano, ma nessuno parlava"

La donna e quattro 'clienti' sono stati fermati della squadra mobile della Questura di Ragusa nell'ambito dell'operazione 'Greenhouse'. La madre è indagata per favoreggiamento della prostituzione e i quattro uomini per violenza sessuale anche se "non hanno coartato (obbligato) la piccola fisicamente". Questo perché, spiega la Procura, "il legislatore ha voluto proteggere i minori di 14 anni che non possono autodeterminarsi nel voler consumare un rapporto sessuale, non avendo ancora raggiunto quel grado di maturità"

La bambina veniva concessa anche ad altri uomini

Uno di questi, un sessantunenne italiano, pretendeva di avere 'l'esclusiva' della bambina perché aveva concesso a madre e figlia la sua casa al mare. L'operazione è scattata quando la Mobile ha compreso che la ragazzina aveva intenzione di denunciare uno degli uomini e su disposizione della Procura della Repubblica è stato eseguito un intervento d'urgenza.

La bambina è stata affidata ad un centro specializzato e una donna della polizia di Stato insieme ad una psicologa, hanno ascoltato il durissimo racconto della piccola.


Le indagini proseguono per identificare tutti i "clienti" che, a qualsiasi titolo, hanno consumato rapporti sessuali con la minore. Dovranno rispondere del reato di violenza sessuale.



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