martedì 19 maggio 2015

Nigeria, il Senato approva la legge che vieta le mutilazioni genitali femminili

In Nigeria il Senato federale ha approvato il "Violence against Persons (Prohibition) Bill", ovvero la legge che vieta la mutilazione genitale femminile e la considera una violenza.

Con questa legge vengono vietati anche l'abbandono della coniuge o dei figli senza fornire il mantenimento adeguato. La legge contro la mutilazione genitale femminile è tesa ad eliminare la violenza domestica e pubblica verso le donne, ad accogliere coloro che hanno subito abusi di qualunque natura, e a condannare, invece, coloro che l'hanno commessa.

Ike Ekweremadu, vicepresidente del Senato, durante il suo intervento ha sostenuto che la legge contro la mutilazione genitale ha anche l'obiettivo di tutelare le donne che hanno bisogno di protezione e di punire coloro che se ne approfittano.

Speriamo che adesso questa importantissima legge per la Nigeria venga anche messa in pratica. Le mutilazioni genitali femminili in Nigeria sono diffuse soprattutto nel nord tra le popolazioni islamiche, ma anche al sud dove sono ancora forti i culti animisti e delle antiche tradizioni.

Le Nazioni Unite riportano che oggi più di 140 milioni di donne e bambine di tutto il mondo hanno subito una forma di mutilazione genitale. Se non si farà nulla per fermare questo fenomeno, entro il 2030 altre 86 milioni di bambine saranno sottoposte a una qualche forma di mutilazione genitale.

Anche l'Italia non è immune da questa pratica dove si stima che siano 40mila le donne vittime, ed è il dato più alto registrato in Europa dove si contano all'incirca 500mila casi. In Europa le mutilazioni genitali sono praticate quasi sempre all'interno di comunità di immigrati. La mutilazione genitale è un reato penale in tutti gli Stati europei. In Italia tale pratica viene regolamentata dall'art. 583 bis del Codice Penale.
(Fonte Naij Nigeria)



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"Lotta alle mutilazioni genitali femminili"

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